Bramerini: «La Regione condivide le preoccupazioni sulla service tax»

[21 agosto 2013]

Si accumulano le voci contrarie alla proposta avanzata dal ministro Saccomanni per l’introduzione di una service tax, che supererebbe di fatto l’attuale Tares e diventerebbe una sorta di tassa multi comprensiva dei servizi pubblici, come la manutenzione, l’illuminazione stradale e la stessa gestione dei rifiuti.

Numerosi amministratori ed esponenti politici si sono già schierati contro questa ipotesi. In Toscana, si è fatta sentire la posizione di Alfredo De Girolamo (Cispel) e Alessandro Cosimi (Anci), e ora anche l’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini esprime la sua posizione.

«La Regione Toscana – afferma in una nota – pur non avendo competenze in materia di tributi, si è fatta carico della questione Tares da tempo. Ha posto il problema al precedente Governo e all’attuale esprimendo le proprie perplessità sull’operazione perché ritiene opportuna una revisione completa del tributo che chiarisca i diversi aspetti che determinano attualmente sia difficoltà operative per i soggetti gestori, sia un significativo incremento del prelievo per i contribuenti».

«Condividiamo pertanto in pieno le preoccupazioni di Anci e Cispel – aggiunge – riguardo le recenti ipotesi avanzate dal ministro Saccomanni in materia di Imu sull’istituzione una “service tax” che potrebbe includere anche la tassa sui rifiuti. Da tempo e sempre di più la Regione Toscana sta puntando sull’incremento della raccolta differenziata, una delle chiavi di volta insieme al riciclo, per la corretta gestione dei rifiuti».

«In una logica di corretta politica industriale – afferma ancora Bramerini –  sarebbe auspicabile pertanto restituire al tributo la natura di corrispettivo tariffario a copertura dei costi di gestione e di investimento connessi alla sola gestione dei rifiuti, e al tempo stesso restituire la competenza della riscossione ai soggetti gestori dei servizi senza attribuire alla gestione dei rifiuti responsabilità di aumento della presssione fiscale che di fatto non ha».

E conclude: «Proseguire con il sistema finora adottato, basato sul meccanismo introdotto dal diritto comunitario del “chi inquina paga”, ci permette di rafforzare le esperienze di tariffa puntuale abbinata anche al diffondersi della raccolta porta a porta già sperimentata, e di andare avanti sulla strada già intrapresa. Ci auguriamo pertanto che il Governo accolga le nostre osservazioni e vari un provvedimento che vada in questa direzione».