La città che vorrei: sostenibile e a misura di bambino… un sogno per Messina?

[31 luglio 2013]

Una città che va bene per i bambini, le donne e per i più deboli è una città che va bene per tutti (e iniziamo a scrivere oltre ai bilanci economico finanziari, anche i bilanci sociali e di genere)!

L’obiettivo di inserire le esigenze dei bambini già nella fase di pianificazione e programmazione del territorio deve essere raggiunto con la realizzazione della Carta comunale di piano regolatore per la città a dimensione delle bambine e dei bambini. Queste sono accompagnate da una guida per la qualità degli interventi a favore dell’infanzia e dell’adolescenza. Questi strumenti devono rientrare  negli elaborati indicativi del nuovo piano regolatore generale. Le carta  è approvata dal consiglio comunale dopo un itinerario partecipato che vede protagonisti: le comunità scolastiche, l’associazionismo e tutti i soggetti che si occupano dei piccoli cittadini.

I bambini sono una voce fuori dal coro dei tradizionali interlocutori della contrattazione urbanistica (costruttori, comitati di quartiere, associazioni di categoria…), un soggetto sociale a pieno titolo che rivendica il diritto a una cittadinanza effettiva, che chiede con cognizione di causa di partecipare al disegno di una città che tenga finalmente conto delle loro esigenze elementari, spesso trascurate o negate, e s’impegni a rendere visibile la loro presenza.

Solitamente lo spazio di intervento coincide con una zona “critica” del contesto urbano: un quartiere degradato, un abitato periferico in via di riqualificazione, un’area verde da attrezzare opportunamente rispetto alla fisionomia dell’utenza locale. In una o più scuole della zona, in collaborazione con i docenti, si avvia un percorso di lettura e comprensione del territorio, con indagini sul campo e raccolta di dati, che vede i ragazzi protagonisti assoluti dell’azione di ricerca e documentazione: fotografano, filmano, intervistano i residenti, narrano o simulano microstorie, scoprono disfunzioni e carenze, ma anche potenzialità e tesori nascosti, del loro quartiere.

Dai materiali raccolti prende gradualmente forma il modello di città “a misura di bambino”, in cui percorsi pedonali protetti, piste ciclabili, spazi ricreativi, aree verdi attrezzate e ben collegate, cortili condominiali restituiti al gioco e alla socializzazione intrecciano una trama di opportunità e di esperienze per i bambini per farli muovere in libertà, senza la scorta di mamme-taxi o baby-sitter, giocare in spazi salubri, sentire l’ambiente circostante amico, sicuro, rispondente.

Questo nuovo “sentimento della città” si raffigura direttamente nelle mappe territoriali disegnate dai bambini. Qui la rappresentazione frazionata del quartiere come somma di punti isolati, specie di casa articolata in stanze-funzioni – aula scolastica, giardini pubblici, palestra, gelateria…- viene superata da una percezione dinamica dell’ambiente circostante integrato dalla rete dei collegamenti e delle vie di connessione, i “corridoi” che uniscono le stanze dell’appartamento urbano. Ricompare la strada come spazio delle relazioni sociali, occasione di incontro col mondo esterno, terreno di avventura. E’ una cartografia semplificata, facilitata rispetto a quella specialistica, ma senz’altro più eloquente ed espressiva: gli urbanisti possono leggere queste tavole, raffrontarle con le loro, e così sintonizzare anche sulla soddisfazione dei bisogni dell’infanzia le strategie del rinnovamento urbano. Creare l’ufficio del Piano Regolatore dei Bambini (PRB) per svolgere un vero e proprio lavoro di didattica del territorio coinvolgendo le scuole elementari, medie e superiori, in maggioranza localizzate in aree periferiche e all’interno di programmi di recupero urbano promossi dall’amministrazione comunale.

I materiali di comunicazione, appositamente predisposti, faciliteranno e renderanno accessibile ad un pubblico di non addetti ai lavori le tematiche del nuovo piano regolatore generale, coinvolgendo l’intera comunità scolastica (alunni, insegnanti e famiglie).

Forse è un progetto antico e non si inventa niente.

Ma il lavoro di Francesco Tonucci con il Gruppo del CNR consultabile sul sito:  http://www.lacittadeibambini.org è, a nostro avviso, ancora valido e ne riporto le motivazioni  che ritrovo applicabile ancora oggi per la città di Messina:

«Il progetto “La città dei bambini” nasce a Fano nel maggio 1991. Rifiutando una interpretazione di tipo educativo o semplicemente di supporto ai bambini, il progetto si è dato fin dall’inizio una motivazione politica: operare per una nuova filosofia di governo della città assumendo i bambini come parametri e come garanti delle necessità di tutti i cittadini. Non quindi un maggior impegno per aumentare le risorse e i servizi a favore dell’infanzia, ma per una città diversa e migliore per tutti, in modo che anche i bambini possano vivere un’esperienza da cittadini, autonomi e partecipanti. Il progetto si fonda su diverse motivazioni, tra cui le più importanti e significative sono sintetizzate qui di seguito.Il degrado delle città è in gran parte dovuto alla scelta di privilegiare i bisogni dei cittadini maschi, adulti e produttivi come priorità economica e amministrativa; è sofferto da tutti i cittadini ma specialmente dai più deboli e dai più piccoli. Il potere del cittadino adulto lavoratore è dimostrato dall’importanza che l’automobile ha assunto nella nostra società, condizionando le scelte strutturali e funzionali della città e creando gravi difficoltà per la salute e la sicurezza di tutti i cittadini».

All’indirizzo: http://www.lacittadeibambini.org/pubblicazioni/Citta-bambini.pdf il volume “La città dei bambini – Un modo nuovo di pensare la città”

E all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=zAccDbrXUh0 Francesco Tonucci (in spagnolo) :“La ciudad de los niños. la citta de bambini, Francesco Tonucci habla de su proyecto y de la sociedad. Entrevista grabado en su despacho de Roma.”

Per scaricare lo studio de La città dei bambini: http://www.lacittadeibambini.org/news/allegati/Report%20italiano.pdf

Riflessione Finale: i maestri elementari … salveranno il mondo?