Eric Schmidt: «Queste persone sanno letteralmente solo mentire»

Google non finanzierà più la lobby ecoscettica Alec

[24 settembre 2014]

La controversa decisione di Google di finanziare Alec, l’American Legislative Exchange Council, della quale abbiamo scritto anche su greenreport.it  «E’ stata un errore». A dirlo è stato il presidente della internet search company,  Eric Schmidt, che intervistato dal  Diane Rehm show della NPR, ha sottolineato che il  gruppo di pressione ecoscettico sta diffondendo menzogne ​​sul global warming e questo «rende il mondo un posto molto peggiore».

Alec non è una piccola associazione ecoscettica, ma un potente gruppo di lobbying fanatico del  libero mercato con posizioni anti-ambientaliste ed anti-energie rinnovabili che secondo Schmidt «Sono dannose per le generazioni future ed una cattiva idea di investimento per la company».

Diane Rehm ha chiesto a Schmidt: «Siete stati coinvolti in prima persona con loro, poi siete rimasti delusi da quello che avete visto?» Il presidente di Google ha risposto: «Beh, la campany ha una forte opinione che in politica si debba prendere decisioni basate sui fatti, il  che è uno shock. E i fatti dei cambiamenti climatici non sono più in discussione. Tutti capiscono che il cambiamento climatico sta avvenendo e le persone che si oppongono fanno davvero male ai nostri figli e ai nostri nipoti e rendono il mondo un posto molto peggiore. E così non dovremmo allinearci a queste persone: sanno letteralmente solo mentire».

Schmidt ha assicurato che all’interno di Google c’è consenso sul fatto che l’investimento «fosse una sorta di errore e quindi stiamo cercando di non farlo in futuro».

Gli ambientalisti statunitensi esultano perché da tempo chiedevano a Google di tagliare i legami con Alec, un gruppo neoliberista che lavora attivamente come killer politico di programmi per le energie rinnovabili ed un attivo propagandatore dell’insegnamento del negazionismo climatico nelle scuole.

Il fatto che Google fosse è affiliato ad Alec ha generato non poca confusione, visto che il colosso di Internet  ha investito più di un miliardo dio dollari in progetti eolici e solari che producono in totale più di 2 Gigawatt di energia elettrica e che si è dato l’obiettivo di alimentare i suoi data center al 100% con energie rinnovabili. Con offset acquistati, Google sostiene la sua impronta di carbonio è pari a zero.

Climate Progress dice però che non basta che Google tagli i legami con Alec per escludere i finanziamenti ai negazionisti climatici. Secondo Forecast the Facts  la campany ha contribuito con 699.000  dollari alla campagna elettorale di politici che negano l’origine antropica del cambiamento climatico. Per questo l’Ong aveva raccolto 100.000 firme sotto una petizione, #DontFundEvil, che chiedeva a Google di abbandonare Alec ed ora è naturalmente molto soddisfatta.

In una successiva dichiarazione a Bloomberg News Schmidt ha assicurato che la partecipazione di Google ad Alec  si concluderà la fine dell’anno e che il gruppo ecoscettico era stato finanziato per una campagna di lobbying legata ad un singolo problema, senza che questo costituisse un vero legame tra Google ed Alec: «I fatti sul global warming non sono in discussione».

Di cosa si trattasse lo spiega Bill Meierling, senior director di Alec per gli affari pubblici, a Bloomberg News:  «Google è entrato in Alec nell’agosto 2011 ed è stato attivo in una task force comunicazione e tecnologia che il gruppo creato per discutere di questioni banda larga, privacy ed e-commerce. La company ha pagato ad Alec circa 10.000 dollari all’anno».

La multinazionale californiana di Mountain View ed altri colossi economici sono sotto pressione da parte delle organizzazioni che sostengono le politiche del governo Obama per combattere il cambiamento climatico e che chiedono loro di abbandonare Alec che difende le più brutali politiche antiambientaliste neoliberiste. Prima di Google era stata la Microsoft ad abbandonare Alec dicendo che l’affiliazione ad un  gruppo «che sta attivamente combattendo le politiche che promuovono le energie rinnovabili è incongruo».

Infatti Alec aveva letteralmente scritto la contestatissima legge “Stand-Your-Ground” della Florida, ha chiesto di abrogare gli incentivi statali per le energie rinnovabili e preparato un testo di legge che chiede l’istituzione di un consiglio interstatale di ricerca per studiare i possibili effetti benefici del cambiamento climatico e di esaminare come i regolamenti per tagliare le emissioni di CO2 possono danneggiare l’economia.

Lisa Nelson, chief executive officer di Alec, non l’ha presa bene: «E’ un peccato venire a sapere che  Google ha concluso la sua appartenenza all’American Legislative Exchange Council come risultato della pressione pubblica da parte di individui e organizzazioni di sinistra che volutamente confondono le prospettive della politica del libero mercato con la negazione del cambiamento climatico».

Anche Meierling, nonostante l’evidenza ed i documenti, contesta che Alec neghi che l’attività umana sia una causa del cambiamento climatico. Ma poi dice «Alec ha preoccupazioni significative sulle regole proposte dall’Environmental Protection Agency per limitare le emissioni di biossido di carbonio dalle centrali elettriche, perché potrebbero danneggiare l’economia».