Letta e Barroso a Lampedusa, tra rimorso e promesse

Ma è l’ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità

[9 ottobre 2013]

Non è stata certo una visita trionfale quella del presidente del consiglio, Enrico Letta e del suo vice Angelino Alfano che hanno accompagnato in una Lampedusa in lutto e protesta  il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e il commissario Ue agli affari interni, Cecilia Malmström. Non sono mancate le contestazioni dei pescatori dell’isola e di un gruppo di volontari delle Ong che operano nell’inferno del “centro di accoglienza” di Lampedusa.

Il clima che si respira sull’Isola lo aveva già annunciato Giusi Nicolini in una durissima dichiarazione che faceva chirurgicamente il punto della situazione e delle tante promesse non mantenute: «Come sindaco di Lampedusa oggi mi accingo ad accogliere sulla mia Isola il presidente della Commissione europea Barroso e il presidente del Consiglio Letta. Considero questa visita molto importante, perché le istituzioni italiane ed europee vedano da vicino l’entità della immensa tragedia che si è consumata a Lampedusa.

Proprio per questo ritengo che ci siano due tappe imprescindibili: il molo Favaloro e il Centro di accoglienza e primo soccorso. Il Molo Favaloro è il luogo dove finora sono stati scaricati 287 morti e altri ne arriveranno. Qui gli uomini dello Stato, allo stremo delle forze, sono ancora impegnati nel recupero delle vittime del naufragio e hanno bisogno del conforto delle istituzioni che rappresentano. Il Centro, invece, ospita quasi mille persone, tra cui ben 160 minori non accompagnati, che non possono contare su un’accoglienza dignitosa. Il Governo italiano credo che debba chiedere scusa ai bambini e ai sopravvissuti per come il nostro Paese li sta trattando. Solo dopo che l’Italia si sarà assunta le sue responsabilità, allora, con una sola voce, potremo e dovremo chiedere all’Europa che si assuma le proprie, impegnandosi in un deciso cambio di rotta nelle politiche migratorie. Se questi incontri non sono in programma per ragioni di tempo, sono disposta a rinunciare all’incontro ufficiale presso il Comune  e a vedere il presidente Barroso e il presidente Letta al molo Favalororo o al Centro».

Barroso sembra aver voluto rispondere alle critiche piovute addosso all’Ue da esponenti del nostro governo (a cominciare da Alfano) e dei Partiti italiani quando ha sottolineato che «Voglio ringraziare il Presidente Letta e il Vice presidente Alfano, per avermi dato l’opportunità di fare questa visita. Ringrazio anche il sindaco di Lampedusa, Nicolini e il Presidente della regione Crocetta. Dopo i tragici eventi della settimana scorsa, è molto importante per me essere qui oggi. Voglio esprimere, ancora una volta, le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle persone che hanno perso la vita nella tragedia della settimana scorsa e ai loro cari. Siamo venuti qui oggi per dire che l’Europa sta con la gente di Lampedusa e con l’Italia. Il problema in uno dei nostri Paesi come l’Italia deve essere percepito come un problema di noi tutti in Europa. Credo che tutti insieme possiamo reagire in modo più adeguato a tragedie come questa. L’Europa non può girarsi dall’altra parte quando ci sono barche che stanno affondando, distruggendo vita e speranza. Sono lieto di annunciare che la Commissione nel 2013 è pronta a mobilizzare i fondi addizionali fino a un massimo di 30 milioni di euro per aiutare i rifugiati in Italia. Lavoreremo insieme alle autorità italiane per assicurare che tali risorse allevino le difficoltà dei rifugiati sul territorio.»

La Malmstrom ha scritto su Twitter: «Un immenso dolore davanti alle 280 bare a Lampedusa. Non è degno dell’Europa».

Stamattina la direttrice generale di Legambiente, Rossella Muroni, aveva chiesto alla politica di non continuare con l’eterno scaricabarile sulla migrazione: «E’ giusto chiamare in causa l’Europa sul tema dell’apertura di corridoi umanitari, ma il governo non faccia finta di ignorare le proprie responsabilità, e piuttosto che cercare di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle proprie inadempienze, spieghi agli italiani e all’Europa dove sono finiti i milioni (circa 240) ricevuti tra fondi per i rifugiati, per l’integrazione e i rimpatri tra il 2007 e il 2011. E’ scandaloso che ancora una volta profughi e migranti siano fatti stazionare a Lampedusa, stipati nel centro di Contrada Imbriacola in condizioni disumane per la mancanza di spazio, e che non siano state trovate e adottate con urgenza, soprattutto a fronte dell’ultima tragedia, soluzioni di accoglienza degne di un paese civile. Ci sfugge per quale motivo queste persone siano lasciate marcire sotto la pioggia in una struttura che non può contenerle invece di essere trasferite sulla terraferma. Forse, oggi, il presidente del consiglio Letta e il suo vice Alfano potranno spiegarlo al presidente della commissione europea Barroso in occasione della sua visita a Lampedusa, che ci auguriamo non verrà circoscritta all’aeroporto e alle salme ma comprenderà anche, com’è doveroso, il centro di accoglienza dove tratteniamo i vivi in attesa di chissà quali tempi tecnici e politici».

E Letta a Lampedusa ha detto: «Ho visto sofferenza e dolore. Grazie al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ed al commissario Cecilia Malmstrom per essere qui con noi oggi, per aver accettato l’invito del governo a vedere in prima persona il dramma che si sta vivendo qui E’ stato deciso che per le vittime del naufragio di Lampedusa ci sarà il funerale di Stato».

Ma va dato atto al nostro premier di aver cambiato registro rispetto ai governi “Berlusconi” di fronte a quella che ha definito «Una tragedia immane mai accaduta nel Mediterraneo», per poi scusarsi «Per le inadempienze del nostro Paese, rispetto a una tragedia come questa». I toni verso l’Unione europea sembrano molto meno bellicosi: «Abbiamo chiesto, ricevendo l’appoggio del presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso, che il prossimo Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre discuta del tema immigrazione, che non era in agenda. L’Italia farà la sua parte, ma questo è un dramma europeo. Serve una “svolta rispetto all’interesse di tutti i Paesi coinvolti».

Però sulla depenalizzazione del reato di clandestinità, che anche l’Ue ritiene necessaria, Letta ha detto che «Sarà uno dei tempi da discutere. Ancora non c’è stata discussione», forse scordandosi del niet del suo vice Alfano a nome di tutto il centro-destra. Comunque a Letta non è piaciuta l’iscrizione nel registro degli indagati dei superstiti del naufragio che è la dovuta conseguenza della Bossi/Fini che i suoi alleati del Pdl/Forza Italia continuano a difendere a spada tratta: «Come presidente del Consiglio ho provato vergogna di fronte a tanto zelo: è una vicenda di grandissimo dramma umano»

Intanto l’Ansa da la notizia che  nella bozza della “manovrina” ci sarebbero 190 milioni «Per fronteggiare ‘l’eccezionale afflusso di stranieri sul territorio nazionale» e che «Il fondo per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati è incrementato di 20 milioni».

Di fronte alla tragedia di Lampedusa anche il contestatissimo Frontex, che dovrebbe sorvegliare con un imponente dispiegamento di mezzi navali ed aerei il flusso di migranti dal sud del Mediterraneo, ha deciso di prendere una qualche misura di adeguamento. Il vicedirettore di Frontex Gill Arias ha detto all’Ansa: «Abbiamo deciso di riallocare due milioni di euro del nostro budget, dando priorità all’Italia e tagliando altre attività, per estendere l’operazione Hermes fino a novembre. Ma per farlo ci siamo rivoltati le tasche. I nostri fondi per il 2013 ora sono esauriti. Si tratta di una decisione interna, presa dall’agenzia in piena autonomia, senza che siano arrivate richieste dall’Italia o dalla Commissione e prima della tragedia di Lampedusa. L’operazione Hermes (isole Pelagie) si sarebbe dovuta concludere a fine settembre, ma si è deciso di estendere, dando priorità, perché abbiamo visto che i barconi continuano ad arrivare».