«Prezzi così volatili impediscono ai più poveri di fare programmi o di contare su una nutrizione anche minima»

Papa Francesco contro spreco di cibo e land grabbing: «Non tralasciamo l’obbligo di debellare la fame»

«La sobrietà non si oppone allo sviluppo, anzi, è ormai evidente che è diventata una sua condizione»

[12 giugno 2015]

papa comunista

La comunità internazionale deve saper rispondere all’imperativo morale che l’accesso al cibo necessario è un diritto di tutti, ha affermato ieri Papa Francesco, incontrando in Vaticano i delegati della 39ma Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) che si celebra in questi giorni nella sede dell’Agenzia a Roma (dal 6 al 13 giugno).

«Se tutti gli Stati Membri operano per l’altro, i consensi all’azione della FAO non tarderanno ad arrivare e anzi se ne riscoprirà la funzione originaria, quel “Fiat panis” che è inserito nel suo emblema», ha dichiarato il Pontefice. Rivolgendosi ai delegati di oltre 120 paesi, al Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva e al Presidente della 39 sessione della Conferenza della FAO, La Mamea Ropati, Papa Francesco ha concentrato il proprio intervento sull’importanza di ridurre lo spreco di alimenti, educare le persone ad una dieta corretta e sulla necessità di creare lo spirito di solidarietà necessario per raggiungere la sicurezza alimentare per tutti.

«Preoccupano molto le statistiche sugli sprechi», ha affermato il Pontefice riferendosi ai dati della FAO secondo i quali un terzo degli alimenti prodotti va perso o sprecato. In questo senso, il Papa ha esortato ad assumere con più decisione l’impegno di modificare i propri stili di vita e fare un uso più sostenibile delle risorse. «La sobrietà non si oppone allo sviluppo, anzi, è ormai evidente che è diventata una sua condizione»

In un breve incontro con il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, Papa Francesco, ha sottolineato l’ importanza di una discussione pubblica sulla prossima enciclica – carta solenne rivolta ai vescovi e fedeli cattolici – alla FAO e in altri contesti.

Allo stesso il Pontefice ha sottolineato l’ importanza del processo di decentralizzazione intrapreso dalla FAO: «Per la FAO questo significa anche proseguire nella decentralizzazione, per stare in mezzo al mondo rurale e capire i bisogni della gente che l’Organizzazione è chiamata a servire», ha affermato. Il pontefice ha esortato a riflettere sulla speculazione nei mercati agroalimentari e sulla volatilità dei prezzi degli alimenti, che hanno un impatto notevole sulla sicurezza alimentare dei piccoli agricoltori.

«Prezzi così volatili impediscono ai più poveri di fare programmi o di contare su una nutrizione anche minima», ha sottolineato. «Proviamo a percorrere un’altra strada», ha continuato Papa Francesco ricordando il valore dei prodotti della terra, «perché sono frutto del lavoro quotidiano di persone, famiglie, comunità di contadini».

Il Pontefice ha esortato i delegati a porre il tema dello sviluppo agricolo al centro dell’attività economica e a sostenere una “resilienza efficace”, rafforzando la capacità delle popolazioni di fare fonte alle crisi naturali o causate dall’uomo.  Papa Francesco ha inoltre espresso la sua preoccupazione per il fenomeno dell’ accaparramento delle terre coltivabili «da parte di imprese transnazionali e di Stati che non solo priva gli agricoltori di un bene essenziale, ma intacca direttamente la sovranità dei Paesi».

Il Pontefice ha ricordato la sua partecipazione alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), tenutasi nel novembre 2014 presso la sede della FAO, durante la quale invitò i leader mondiali a trasformare le loro dichiarazioni in azioni concrete per migliorare il livello di nutrizione delle loro popolazioni.  A questo riguardo I Pontefice ha auspicato che «prevalga decisamente la responsabilità di rispondere in concreto agli affamati e a tutti coloro che attendono dallo sviluppo agricolo una risposta alla loro condizione».

di FAO