A tutta Energy Community, la rivoluzione è tra noi

[18 aprile 2014]

Solo alcuni anni fa sembrano strampalate idee di neo hyppie, ma oggi invece sono una realtà e rappresentano l’ultima frontiena dell’innovazione energetica. Stiamo parlando delle comunità energetiche, le cosiddette Energy Community, oggetto di studio dell’Osservatorio, The European House – Ambrosetti e il Politecnico di Milano che è stato presentato al Forum dell’Osservatorio Permanente sugli Usi Innovativi dell’Energia promosso da GDF SUEZ, il primo produttore indipendente di energia al mondo e leader nei servizi energetici. E i numeri dicono molto di più di tante parole: nel 2020 le Energy Community in Italia potrebbero essere circa 475.000, localizzate territorialmente, in cui condomini, industrie, centri commerciali, ospedali, Pubbliche Amministrazioni e produttori cooperano attivamente per produrre e consumare energia in modo intelligente. Attraverso queste forme di “eCollaboration”, si ottimizza l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili, si agevola l’applicazione di misure di efficienza energetica, si ottengono vantaggi sui costi delle bollette, contribuendo a garantire la sostenibilità ambientale e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Sempre secodno lo studio se si sviluppasse il 5% del loro mercato potenziale In Italia, si genererebbe un businnes da 29 miliardi di euro cn benefici sistemici significativi per la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro e per l’intero sistema industriale del “Made in Italy”: dalla domotica all’illuminotecnica, passando per le infrastrutture ICT, la produzione di device, lo sviluppo di software dedicati e, per finire, alla filiera del fotovoltaico e della cogenerazione. Lo studio prevede anche che le Energy Community possano contribuire all’evoluzione tecnologica dei sistemi di stoccaggio distribuito con impatti sull’intera filiera energetica, fino agli usi finali e alla mobilità urbana.

Per Aldo Chiarini, amministratore delegato di GDF SUEZ Energia Italia, la Gdz vuole esse «leader della transizione energetica che è già partita in Europa». «Anche in Italia – ha aggiunto Chiarini – il Gruppo, terzo operatore nel settore gas e settimo produttore di energia elettrica, contribuisce alla crescita ed evoluzione del mercato per assicurare competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale. Oltre a un impegno costante per la diffusione dell’innovazione e per lo sviluppo del mercato energetico, il Gruppo è anche impegnato sul fronte ambientale con un tasso di emissioni del 20% al di sotto della media mondiale e con l’obiettivo di ridurlo di un ulteriore 10% entro il 2020».

Per maggiori informazioni: http://www.gdfsuez.it/energy-community/

(Publiredazionale)