Costa Concordia, interrogazione di Realacci a Letta: «Accelerare i tempi della rimozione»

[16 luglio 2013]

Il presidente della Commissione ambiente territorio e lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci ha depositato un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, sui ritardi nella rimozione della Costa Concordia.

Realacci sottolinea che «su agenzie e quotidiani negli ultimi giorni appare con frequenza la forte preoccupazione sulle condizioni dello scafo del relitto della Costa Concordia, ancora adagiato nello spazio di mare antistante il porto del Giglio, e  sui ritardi nelle operazioni per il suo recupero e smaltimento» e sottolinea che «proprio per fare luce sulle motivazioni dei ritardi e sullo stato dell’ecosistema marino dell’arcipelago Toscano, ho presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio dei ministri. Visti i ritardi accumulati nelle operazioni per il recupero e il trasferimento del relitto, nonché le preoccupazioni suscitate da tali ritardi, al Presidente del Consiglio ho chiesto inoltre  se non ritenga importante rendere note le condizioni necessarie per garantire che l’effettiva rimozione e il ricovero del relitto avvengano in sicurezza e senza ulteriori danni per l’ambiente, quali azioni intenda mettere in campo il Governo per accelerare la rimozione dello scafo, quali siano i tempi effettivi di realizzazione dei lavori  e quando sarà completata la rimozione totale del relitto. Nell’interrogazione chiedo infine quanti fondi siano effettivamente necessari per realizzare la rimozione e la messa in sicurezza della nave e quale sia lo stato di avanzamento dei lavori necessari per l’allestimento del cantiere di lavoro del porto di Piombino, che, vista la vicinanza geografica, risulterebbe il più idoneo per la rottamazione del relitto».

Ecco il testo dell’interrogazione:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Per sapere premesso che

lo scrivente ha presentato, nella passata Legislatura e senza ottenere alcuna risposta, l’atto di sindacato ispettivo numero 4-19079 avente per oggetto la richiesta di descrizione al Parlamento da parte del Governo, anche per tramite del Commissario delegato per l’emergenza della Concordia Gabrielli, del piano di rimozione del relitto di Costa Concordia e della necessarie azioni di salvaguardia dell’ecosistema marino dell’isola del Giglio e della modalità di rottamazione della nave;

nell’ultimo periodo appare con alta frequenza sulle agenzie e sulle edizioni online dei maggiori quotidiani nazionali la forte preoccupazione sulle condizioni dello scafo del relitto: ancora adagiato nello spazio di mare antistante il porto del Giglio. In particolare si sottolinea la questione dei ritardi nelle operazioni di recupero e il corretto smaltimento di Concordia;

risulta poi che entro il termine di giugno 2013 la società Costa avrebbe dovuto presentare al Commissario Delegato e alla Regione Toscana il piano per la rimozione della nave naufragata la notte 13 gennaio 2012, ma così pare non sia accaduto;

se il Presidente del Consiglio intenda in primis rendere note le condizioni necessarie per garantire che l’effettiva rimozione e il ricovero del relitto avvengano in sicurezza e senza ulteriori danni per l’ambiente;

se non si ritenga indispensabile chiarire le ragioni dei ritardi e quale sia attualmente lo stato dell’ecosistema marino dell’arcipelago Toscano interessato dall’incidente di nave Costa;

quali azioni intenda altresì mettere in campo il Governo per accelerare la rimozione dello scafo, quali siano i tempi di realizzazione dei lavori e quando sarà completata la rimozione totale del relitto, auspicando fortemente che ciò avvenga quanto prima;

quanti fondi siano effettivamente necessari all’espletamento della rimozione e della messa in sicurezza della nave e chiare assicurazioni sul fatto che i costi e i risarcimenti ricadranno in via esclusiva sui responsabili del disastro della Costa Concordia;

quale sia lo stato di avanzamento dei lavori necessari per l’allestimento del cantiere di lavoro del porto di Piombino, che risulterebbe  il più idoneo per la rottamazione del relitto, stante la sua vicinanza di geografica, la capacità delle maestranze e la presenza nel luogo di un polo siderurgico, utile alle operazioni di rottamazione della Costa Concordia.

Ermete Realacci