Elettromagnetismo, arriva il decreto con le linee guida per i dati di potenza

[23 dicembre 2014]

In fatto d’elettromagnetismo arrivano le linee guida per la comunicazione dei dati di potenza degli impianti e per la definizione dei fattori di riduzione della potenza. In linea con quanto precisato dal decreto legge del 2012 il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare emana il relativo decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri.

Il Dl del 2012 numero 179 – convertito nella legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” – introduce novità importanti andando a modificare le disposizioni del 2003 riguardanti la fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.

Fra queste novità vi sono le modalità con cui gli operatori forniscono all’Ispra e alla Arpa/Appa i dati di potenza degli impianti e i fattori di riduzione della potenza da applicare nelle stime previsionali per tener conto della variabilità temporale dell’emissione degli impianti nell’arco delle 24 ore.

Per la fornitura dei dati il sistema individuato dal decreto è la realizzazione di un data base. A tal fine, ogni operatore dovrà realizzare un database consultabile “on line” in cui saranno memorizzati una serie di dati di potenza. Come il valore di potenza massima erogabile ai morsetti di antenna; quello medio su un intervallo di 60 minuti della potenza dell’impianto ai morsetti d’antenna, che sarà prodotto per tutti gli impianti con cadenza non superiore a un mese.

Questi dati devono riferirsi alle reali condizioni di funzionamento e devono essere forniti in modo univoco e inequivocabili per impianto, per servizio e per settore. Il tutto specificando la banda di frequenza o la frequenza.

La Banca dati dovrà avere un accesso riservato, dovrà permettere di esportare dati in formato elettronico e dovrà contenere oltre ai dati di potenza, informazioni riguardanti le eventuali condizioni di funzionamento anomalo.

Ai fini della verifica attraverso stima previsionale del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità, le istanze si basano su valori mediati nell’arco delle 24 ore, valutati in base alla riduzione della potenza massima al connettore d’antenna con appositi fattori che tengano conto della variabilità temporale dell’emissione degli impianti nell’arco delle 24 ore. Sono questi i fattori di riduzione della potenza individuati dalle Linee Guida. Linee che potranno essere soggette ad aggiornamento con  periodicità semestrale con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela  del territorio e del mare.

Del resto i campi elettromagnetici nel corso degli anni hanno assunto una certa rilevanza legata allo sviluppo dei sistemi di telecomunicazione diffusi capillarmente sul territorio.

L’intensificazione della rete di trasmissione elettrica, la diffusa urbanizzazione hanno contribuito a suscitare interesse in riferimento agli effetti sull’uomo. Ossia sugli effetti sulla salute derivanti dalla permanenza prolungata in prossimità di fonti di emissioni di onde elettromagnetiche.

Tanto che il legislatore ha sentito la necessita di regolare il fenomeno con la legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici che ha introdotto i “valori di attenzione”, i quali non devono essere superati “negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate”.