Alla Conferenza delle Regioni la Toscana lavora in difesa della geotermia

Fratoni: «La scelta di cancellare questa risorsa dai sistemi di incentivazione delle rinnovabili è inaccettabile e priva di motivazione»

[6 dicembre 2018]

Dalla Commissione ambiente ed energia (Cae) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che ha riunito oggi tutte le amministrazioni regionali per una azione di raccordo e indirizzo sui più importanti atti normativi e amministrativi di governo, la Toscana ha posto l’accento sulla necessità di mantenere gli incentivi finora concessi alla geotermia come fonte per la produzione di elettricità rinnovabile.

«Chiediamo con forza al Governo di reintrodurre la geotermia tra le fonti e le tecnologie rinnovabili “mature” – dichiara l’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni – La scelta di cancellare questa risorsa dai sistemi di incentivazione delle rinnovabili è inaccettabile e priva di motivazione, e dimostra la mancanza di senso di responsabilità oltreché di lungimiranza da parte di chi ci sta governando questo Paese».

Come del resto proposto ieri anche dall’Unione geotermica italiana, l’assessore ritiene che «la geotermia deve essere reinserita come “geotermia convenzionale” tra le fonti e le tecnologie rinnovabili “mature”, quali quelle previste dal Fer 1, il decreto ministeriale di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in fase di approvazione. La scelta di escluderla dai sistemi di incentivazione delle rinnovabili nel Fer 1 è priva di motivazione, dal momento – sottolinea Fratoni – che la geotermia è parificata alle altre fonti rinnovabili dalla normativa comunitaria». Anche le recenti indicazioni emerse dall’Europarlamento evidenziano il ruolo positivo che la geotermia è chiamata a svolgere nell’indirizzo di uno sviluppo più sostenibile, che sia capace di coniugare il benessere dei territori con la lotta ai cambiamenti climatici.

Si tratta di un tema di particolare rilevanza per un territorio come quello toscano, dove le tecnologie geotermiche sono nate e dove nel corso dei decenni hanno conseguito – anche grazie agli incentivi erogati a livello nazionale – continui miglioramenti tecnologici: è infatti in Toscana che è nata la prima centrale geotermoelettrica al mondo, è in Toscana che si è iniziato a praticare la re-iniezione del fluido geotermico per coltivare e non depauperare la risorsa, è in Toscana che sono stati brevettati gli abbattitori Amis per rendere le centrali geotermiche sostenibili anche dal punto di vista emissivo, come certificano i continui controlli da parte del gestore (Enel) e dell’attore pubblico (Arpat). E grazie agli incentivi rivolti alla valorizzazione di questa fonte rinnovabile, se verranno mantenuti, si potrà migliorare ancora.

Al contrario, la mancanza di incentivi «aprirebbe inevitabilmente uno scenario drammatico per le ripercussioni negative in termini di sviluppo e occupazionali. Non convince affatto – rimarca l’assessore Fratoni – la difesa d’ufficio del sottosegretario del Mise Davide Crippa. Ancora attendiamo la risposta alla richiesta urgente di incontro che il presidente Rossi, facendosi portavoce delle istanze del territorio, aveva inviato qualche settimana ministro dello Sviluppo economico».

Un’incertezza che mette a repentaglio la sostenibilità e le possibilità di sviluppo della Toscana, come hanno gridato con forza le duemila persone scese in piazza manifestare nei giorni scorsi a Larderello contro la decisione del governo. La geotermia è infatti già oggi in grado di soddisfare oltre il 30% della domanda toscana di elettricità, e ben il 73,2% della produzione da rinnovabili. Impossibile dunque ipotizzare una strategia di sviluppo delle fonti pulite sul territorio in assenza del suo utilizzo, senza considerare le conseguenze che la venuta meno degli incentivi per l’industria geotermica comporterebbe sull’economia toscana, dove si calcola la perdita di circa 4000 mila posti di lavoro fra diretto e indotto.

Un quadro preoccupante non solo per la Toscana, ma più in generale per l’Italia, se si tiene conto che la geotermia è una delle poche fonti rinnovabili programmabile, efficiente e competitiva – ha infatti costi di produzione complessivi (Lcoe) comparabili o addirittura inferiori rispetto ad altre fonti rinnovabili, e in linea con eolico e fotovoltaico – con un patrimonio storico ed economico che fa parte del sistema elettrico nazionale, di cui contribuisce a soddisfare le esigenze.

Per questo la lotta non si ferma, e tutta la Toscana farà la sua parte. «Ovviamente – conclude Fratoni – la Regione Toscana prosegue la sua battaglia, portando la questione in sede di Conferenza Stato Regioni».