La Germania del boom delle rinnovabili torna incredibilmente indietro

Fotovoltaico: duro colpo all’autoconsumo di energia

[28 gennaio 2014]

Il governo di Grosse koalition Cdu/Csu-Spd tedesco ha approvato una nuova tassa sull’autoconsumo di energia solare, che trasforma la Germania del boom del fotovoltaico nel primo Paese dell’Ue a penalizzare i proprietari di impianti a fonti rinnovabili che le utilizzano per il proprio consumo di energia elettrica.

La misura fa parte del piano della cancelliera Angela Mrkel, approvato dai suoi alleati socialdemocratici, per contenere l’aumento delle bollette dell’energia elettrica. MarketPrice Energy spiega che «I cambiamenti andranno ad incidere sul fotovoltaico e in parte sono stati segnalati come una nuova tassa retroattiva solare. Il governo dovrebbe firmare ufficialmente il via libera al progetto di legge nel mese di aprile prima che vada al Bundestag, che dovrebbe votare a giugno e potrebbe diventare legge in agosto. La tassa verrà applicata solo ai nuovi impianti sul tetto sopra i 10kWp installati a partire da agosto di quest’anno, mentre gli individui che utilizzano la propria energia elettrica solare generata saranno tenuti a pagare un supplemento di € 0,044kWh. I consumatori con una capacità fotovoltaica maggiore ai 10 kWp saranno esentati dalla tassa, ma rappresentano solo il 17% dei nuovi auto-consumatori».

Il governo si fa forte del fatto che, attualmente, le famiglie tedesche stanno pagando i prezzi più cari per l’energia elettrica di qualsiasi altro Paese Ue esclusa la  Danimarca e che quest’anno le bollette sono aumentate del 18% ad 8 centesimi per kilowatt-ora, ma il sospetto di una cambiale elettorale pagata alle grandi compagnie energetiche tedesche, già arrabbiate per l’uscita dal nucleare della Germania e per l’eccessivo espandersi dell’energia autoprodotta, è più che fondato e l’industria del solare non l’ha presa per niente bene. Le imprese del fotovoltaico dicono che questa tassa sul solare potrebbe frenare gli investimenti nella tecnologia e questo nel Paese che ha il maggior numero di impianti fotovoltaici al mondo.

La  Bundesverband Solarwirtschaft  (Bsw-Solar), l’associazione delle industrie solari tedesche, chiede al governo rosso-nero di abbandonare il suo piano, dicendo chela transizione energetica della Germania altrimenti potrebbe subire gravi danni e che la tassa non può essere caricata sulle spalle di chi la sta compiendo, mentre i benefici andranno a chi la sta contrastando. Il presidente di Bsw-Solar, Günther Hackl, ha detto: «E’ un’aberrazione controproducente. E’ come se il comparto degli orticoltori pagasse una tassa sulle verdure raccolte per finanziare gli agricoltori». L’esempio tedesco potrebbe far scuola, questa volta in senso negativo, il governo democristiano spagnolo sta lavorando a un piano simile che ridurrebbe la possibilità di autoprodurre energia e su una tassa per pagare i costi della rete.

E’ allarme anche tra gli ambientalisti statunitensi, visto che alcuni Stati Usa stanno valutando di imporre tasse ai proprietari dei tetti fotovoltaici.