GeoDh, la geotermia e il teleriscaldamento fanno tappa a Bruxelles

I risultati dell’evento conclusivo di GeoDH

[10 ottobre 2014]

Si è svolto a Bruxelles l’evento conclusivo del progetto GeoDh con due sessioni che hanno visto la partecipazione di tutti i partner coinvolti e di esponenti a livello europeo dei settori industriale, pubblico e della ricerca.

GeoDH è un progetto europeo -coordinato dall’ European Geothermal Energy Council (EGEC) e nel quale CoSviG è partner italiano- nato con l’intento di rimuovere tutte le barriere non tecniche per facilitare la diffusione dei sistemi di teleriscaldamento geotermici nei paesi dell’Unione Europea.

Il progetto è stato finanziato nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe, ed ha riunito 14 Paesi suddivisi in 3 diversi gruppi: mercati nuovi (Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Bulgaria), mercati in via di transizione (Italia, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Danimarca, Romania) e infine mercati già maturi (Germania, Francia e Ungheria).

La prima sessione -“Conferenza europea sui teleriscaldamenti geotermici”- che si è svolta nel pomeriggio del 22 settembre  è stata l’occasione per presentare i risultati del progetto, consultabili nella sezione Library del sito GeoDH.

L’introduzione alla conferenza è stata affidata a Philippe Dumas di EGEC che ha ripercorso la storia dei teleriscaldamenti geotermici, partendo dagli inizi del ‘900 sino ad arrivare all’attuale situazione europea che vede 237 reti installate, con una capacità complessiva di circa 4.300 MWt e una produzione di energia termica pari a 12.883 GWh/anno.

Un mercato -secondo i dati di EGEC- in continua crescita (nel 2012 sono stati installati 122 MWt) anche per effetto di soluzioni efficienti ed innovative che ne hanno aumentato la competitività, grazie ad una efficace ricerca maturata nel settore.

Ciò nonostante l’ostacolo più grande alla diffusione di questi impianti, che rappresentano una reale alternativa per rendere l’Europa indipendente dal punto di vista energetico, è ancora costituita dalla mancanza di adeguate politiche, che si riflettono in quadri normativi e schemi finanziari insufficienti a creare condizioni favorevoli allo sviluppo del settore.

Anche le buone pratiche in termini di politiche energetiche, attuate attraverso gli strumenti di pianificazione e di regolamenti edilizi, spesso purtroppo sottovalutano il potenziale presente sotto i nostri piedi. Sebbene, infatti, il 26% della popolazione europea potrebbe essere servita dai teleriscaldamenti geotermici, ad oggi l’intero settore dei teleriscaldamenti non arriva a coprire il 13% della domanda di calore complessiva dell’Unione e una percentuale irrisoria (0,001%) dell’energia termica utilizzata per alimentarli è rappresentato dalla geotermia.

Per questi motivi il partner di progetto MFGI (Istituto Ungherese di Geologia e Geofisica) ha realizzato  una mappa disponibile online che ha presentato a Bruxelles, che ha l’obiettivo di mostrare le aree più idonee allo sviluppo dei teleriscaldamenti geotermici.

Uno strumento che potrà mettere in grado sia i decisori politici, in sede di pianificazione territoriale ed energetica, sia le imprese che hanno intenzione di investire in reti di distribuzione del calore proveniente dal sottosuolo, di avere indicazioni utili per il loro operare.

Questa prima sessione si è conclusa con un dibattito in cui  gli interventi, da parte del pubblico, hanno sottolineato l’importanza della promozione da parte degli enti locali di questo tipo di infrastrutture che si deve, purtroppo, confrontare con le difficoltà economiche nelle quali si ritrovano molti di essi, che impediscono l’inserimento dei teleriscaldamenti geotermici tra le priorità dei loro impegni politici.