Tra le peggiori performance quella su “Buona occupazione”

L’Italia ancora lontanissima dal raggiungere i 17 obiettivi Onu di sviluppo sostenibile

Dal ministero dell’Ambiente il primo rapporto sul posizionamento nazionale, in attesa di una Strategia

[10 gennaio 2017]

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Il ministero dell’Ambiente ha pubblicato, con la collaborazione di numerosi atenei e istituzioni nazionali come Istat, Ispra, Enea, Cnr e Crea (e dopo consultazioni con espressioni della società civile come Asvis), il primo rapporto sul posizionamento italiano rispetto ai 17 Obiettivi globali di sviluppo sostenibile, definito come la «prima tappa di un lavoro che porterà nei prossimi mesi all’elaborazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile».

La presentazione della Strategia italiana è prevista in sede Onu entro luglio 2017, e dovrà spiegare come il Paese ha intenzione di colmare il divario che ad oggi lo separa dal raggiungimento degli SDGs, i  “Sustainable development goals” individuati dalle Nazioni Unite nell’ambito dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e che l’Italia si è ufficialmente impegnata a raggiungere.

Al momento di strada ne rimane ancora molta da fare. «Bisogna tenere distinta l’importanza del documento, prezioso tassello per l’elaborazione della Strategia nazionale, dai risultati, scarsi, che vi sono riportati. Il quadro che emerge è infatti grigio – osservano dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile – per molti degli SDGs la posizione italiana è tutt’altro che sulla via di sviluppo sostenibile». Solo 3 obiettivi su 17 «si collocano su un punteggio corrispondente ad un buon trend: si tratta dell’obiettivo 2 (Lotta alla fame), obiettivo 5 (Parità di genere) e obiettivo 6 (Acqua)». I tre risultati peggiori riguardano invece l’obiettivo 8 (Buona occupazione), l’11 (Città e comunità sostenibili) e il 15 (Flora e fauna terrestre). Complessivamente, gran parte degli Obiettivi ha ottenuto «una posizione che varia fra una massima distanza, con un peggioramento delle condizioni per il raggiungimento dell’Obiettivo al 2030 ed una tendenza non omogenea e di difficile previsione».

L. A.