Nascerà a Rosignano Marittimo il Centro toscano di cooperazione sull’economia circolare

Al via un progetto quinquennale. Franchi: «Chiederemo sostegno alla Regione quale capofila per accedere ai fondi europei»

[10 ottobre 2016]

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Dopo l’ok arrivato dalla Giunta comunale di Rosignano Marittimo, nei giorni scorsi l’accordo di collaborazione per la creazione di una piattaforma sull’economia circolare ha visto formalmente la luce. Alla base c’è la volontà di creare una piattaforma di collaborazione pubblico-privata, un “Centro toscano di cooperazione sull’economia circolare” che approfondisca le opportunità di simbiosi industriale in Toscana. Tale centro – spiegano dal Comune – avrà il compito di supportare le imprese, le pubbliche amministrazioni e i cittadini nell’attuare meccanismi propri dell’economia circolare, in primo luogo a livello regionale.

«L’esperienza trentennale acquisita da Rosignano con il Polo Impiantistico di Scapigliato – ha dichiarato il sindaco Franchi – sarà il punto di partenza per sperimentare un percorso innovativo di recupero dei materiali di scarto. L’economia circolare è uno temi caldi discussi a livello europeo, per il quale sono e saranno attivati specifiche linee di finanziamento. Chiederemo a breve un incontro al presidente Enrico Rossi e  alla commissione regionale Ripresa economico-sociale Toscana costiera per presentare il progetto e chiedere il sostegno della Regione Toscana quale capofila per accedere ai fondi europei».

Con il Comune di Rosignano Marittimo sono partner e firmatari dell’accordo la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il CNR di Pisa, Confservizi Cispel Toscana, Anci Toscana, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura della Maremma e del Tirreno e Rea Impianti.

«Il piano di lavoro – interviene proprio dall’azienda Alessandro Giari – prevede una fase di avvio, in cui sarà definito il piano strategico per i prossimi quattro anni, una fase di formazione dell’equipe di lavoro e una per lo sviluppo e l’implementazione di un database di informazioni utili alla chiusura dei cerchi e alla simbiosi industriale. Sarà infine elaborato un piano d’impresa per il finanziamento a lungo termine». Un confronto d’idee dunque, tra operatori qualificati, che possa poi portare frutti per far crescere l’economia circolare sul territorio toscano.

Un progetto di cinque anni per supportare l’economia circolare secondo l’approccio “open innovation”, definita come una collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese, università e cittadini nei processi che caratterizzano l’innovazione (quali la co-creazione, l’esplorazione, la sperimentazione e l’applicazione di nuovi strumenti).

«La sfida che ci prefiggiamo – sottolinea Marco Frey, dall’Istituto di Management Scuola Sant’Anna – è quella di mettere a punto delle filiere in grado di trasformare gli scarti delle produzioni industriali (che solitamente impongono alle imprese elevati costi di smaltimento) in materie prime di seconda generazione che possano essere utilizzate in altre produzioni e trovare uno sbocco competitivo sul mercato. Da questo punto di vista il Sant’Anna dispone di ricercatori e conoscenze specifiche da mettere in rete». Sempre dalla Sant’Anna, sponda Istituto di Bio-robotica, Paolo Dario parla di «un progetto ambizioso -ha proseguito Paolo Dario-  ma fattibile e concreto. Da questo punto di vista sarà molto importante realizzare, con l’impegno di REA Impianti, un centro di ricerca applicata in prossimità di Scapigliato, un luogo fisico in cui ricercatori di vari ambiti possano incontrarsi per lavorare insieme ed a stretto contatto con il territorio».