Pozzi geotermici, tutti i numeri dell’energia rinnovabile in uno studio globale

Dall’International Geothermal Association (Iga) il rapporto che presenta un'analisi su scala planetaria

[26 luglio 2013]

Il rapporto, redatto dall’International finance corporation (Ifc), gruppo della Banca mondiale, analizza i campi geotermici che insieme alimentano il 71% di capacità di produzione di energia elettrica geotermica del mondo.

Questo studio, che rappresenta il più grande database di questo settore, analizza i dati esistenti al fine  di ottenere una migliore comprensione delle probabilità di successo nella perforazione di un pozzo, prendendo in considerazione i fattori che influenzano tale successo.

Un rapporto che potrà essere di grande interesse per chi opera nello sviluppo dell’energia geotermica, e per i finanziatori che avranno un utile supporto per la valutazione del rischio economico di tali progetti.

Alla fine del 2011, si registrava nel mondo una capacità di generazione di energia elettrica geotermica pari a 10.700 MWe.

L’energia geotermica è conosciuta da oltre 100 anni come una fonte di energia rinnovabile a basso tenore di carbonio, ma la sua distribuzione non uniforme, e i costi iniziali per la ricerca dei pozzi geotermici – in particolare i costi per le perforazioni – ne hanno sino ad ora impedito una ampia diffusione su scala globale.

I costi di perforazione rappresentano circa il 35-40 %  dei costi totali di un progetto geotermico che si sommano a quelli necessari per determinare la dimensione, la posizione e la potenza della risorsa.  Investimenti, che possono essere perduti, se alla fine delle ricerche non si evidenzia un giacimento valido per poter essere utilizzato ai fini della produzione geotermoelettrica.

Avere un quadro chiaro dei costi e del livello del rischio d’impresa che sta dietro ad un progetto di ricerca geotermica è dunque molto importante per chi opera nel settore e per chi deve decidere di finanziare un progetto di prospezione geotermica.

Nonostante questo, molto poco è stato fatto fino ad oggi  su scala globale per valutare la probabilità di successo nella perforazione dei pozzi geotermici, o sui fattori che influenzano questa probabilità. Tutti gli studi sino ad ora compiuti sono concentrati su esempi tratti da un insieme molto limitato di progetti, il che rende difficile trarre conclusioni assolute e generalmente applicabili. Per questo motivo, IFC ha messo insieme, per la prima volta, un database globale che analizza tutti i pozzi geotermici sinora realizzati su scala mondiale.

Per la raccolta dei dati sono state utilizzate sia le fonti pubbliche sia le informazioni riservate, ottenute dai singoli operatori del settore geotermico. Nel database sono riportate le caratteristiche di 2.613 pozzi, di cui vengono riportate informazioni riguardo la data di completamento, lo stato iniziale e attuale, la potenza (MWe), la profondità, le caratteristiche geologiche, il tipo di risorsa (temperatura/entalpia), le dimensioni, se la perforazione ha ottenuto risultati positivi o meno, se vi è stata o meno re-iniezione.

Poichè non esistono criteri universalmente accettati per la definizione di ciò che costituisce un “successo” nell’esplorazione di un pozzo geotermico, il rapporto specifica che in questo caso è stato definito l’esito positivo sulla base della capacità di generazione di un pozzo (MWe), in quanto i dati sugli altri fattori che influenzano il successo di un pozzo geotermico non erano universalmente disponibili.

La capacità media dei pozzi analizzati in questo rapporto è 7,3 MWe e il risultato cui giunge è che, in generale -per i pozzi per i quali è stato possibile effettuare una verifica– il 78% delle prospezioni  hanno avuto successo. L’altro dato che emerge è che le percentuali medie di esito positivo sono migliorate nel corso degli ultimi decenni, grazie al miglioramento delle tecnologie e delle tecniche nelle indagini geotermiche, con una conseguente scelta più accurata di dove effettuare i pozzi esplorativi.

Questo dato, conclude il rapporto,  suggerirebbe l’utilità di ricorrere alle migliori pratiche in uso a livello internazionale in fase di esplorazione per dare un contributo significativo alla riduzione dei rischi di esplorazione.