Calano TV e monitor raccolti, si attenua la “sostituzione tecnologica” dei vecchi televisori

Raee, i rifiuti tecnologici tra necessità di corretta gestione difficoltà nel mercato del riciclo

Bonato (ReMedia): «Crollati i prezzi delle materie prime, quelle riciclate non sono più interessanti per gli operatori commerciali»

[23 febbraio 2016]

raee rifiuti elettronici

Una raccolta che ammonta a 41mila tonnellate di rifiuti elettronici, in linea con il risultato dell’anno precedente, ma con un  mercato di sbocco per le materie prime seconde che è zavorrato dal crollo dei prezzi delle commodity. È lo spaccato offerto da ReMedia, fra i principali sistemi collettivi italiani no-profit per la gestione dei Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) rifiuti da impianti fotovoltaici, pile e accumulatori, che ha appena comunicato i dati definitivi relativi all’attività svolta nel 2015.

Più nel dettaglio, i Raee domestici (quelli generati dai nuclei famigliari) raccolti e avviati a un riciclo da ReMedia nel 2015 ammontano a 33.320 tonnellate, ai quali si aggiungono i Raee prodotti da aziende ed enti pubblici (Raee professionali) con 4.300 tonnellate, oltre a 3.380 tonnellate di pile e accumulatori. Osservando i dati delle 5 categorie di Raee domestici gestiti da Remedia, si nota come il raggruppamento R3 (TV e monitor) con 13.526 tonnellate raccolte sia in calo rispetto all’anno precedente, sebbene abbia ottenuto i risultati più alti. Segue il raggruppamento R1 (freddo e clima) con 10.514 tonnellate. Più bassa la raccolta degli R4 (elettronica di consumo, informatica e piccoli elettrodomestici) con 6.318 tonnellate e degli R2 (grandi bianchi) con 2.914 tonnellate. In coda il raggruppamento R5 (sorgenti luminose) che ha raggiunto quota 48 tonnellate.

Rispetto all’anno precedente, si evidenzia un calo fisiologico di TV e monitor (R3) causato dalla diminuzione del trend di “sostituzione tecnologica” dei vecchi televisori a tubo catodico con quelli a schermo piatto. Nonostante ciò, la raccolta di Raee domestici è in linea con il 2014 in termini di volumi, mostrando quindi una crescita negli altri raggruppamenti.

Ad essere cambiato, e di molto, è invece il contesto in cui poi si trovano catapultati i materiali riciclati. «In un momento in cui i prezzi delle materie prime sono crollati e, di conseguenza, i materiali derivanti dalle operazioni di riciclo non sono più interessanti per gli operatori commerciali – dichiara Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia –, emerge l’importanza del ruolo di un consorzio di riferimento quale Remedia per garantire la corretta gestione dei rifiuti tecnologici. Nonostante la difficile fase congiunturale, stiamo lavorando per continuare ad assicurare la tutela dell’ambiente e l’efficiente  funzionamento del sistema, confidando sulla fattiva collaborazione dei cittadini, delle istituzioni e di tutti gli stakeholder».

Una necessità ineludibile che annaspa in un paradosso, se si pensa che l’utilizzo di materiali riciclati permette(rebbe) all’industria di liberarsi dal giogo di quella volatilità finanziaria che invece pesa sulle materie prime vergini. Oggi, invece, proprio il mercato del riciclo italiano – che vive da sempre senza adeguati sostegni economici – si ritrova a dover combattere ad armi impari una battaglia dalle dimensioni globali.

L. A.