Ragusa: cemento a 5 stelle? Legambiente: «Contro le manovre speculative»

Il Cigno Verde «Il Partito del cemento cambia casacca ma non muore»

[19 febbraio 2015]

L’attacco del Circolo Legambiente Il Carrubo di Ragusa è a tutto campo: «Dopo aver cementificato la campagna alla periferia di Ragusa con i piani Peep, aver disseminato la zona agricola di centinaia e centinaia di villette illegali, spesso con lottizzazioni abusive, adesso il partito del cemento tenta di far passare come attività turistiche la costruzione di alberghi in piena campagna per diverse centinaia di migliaia di metri cubi. Una campagna, quella iblea, dove negli scorsi anni al netto degli ex agglomerati abusivi sono stati costruiti più di 5 milioni di mc. Un’altra città come Ragusa! Con la propagandistica scusa della ricettività turistica i soliti noti forse stanno tentando ciò che è riuscito nel passato e che probabilmente si sta tentando ancora oggi: costruire strutture ricettive e poi trasformarle in appartamenti da vendere».

Ma per il Cigno Verde ragusano questa volta «Il partito del cemento ha il volto della nuova maggioranza al consiglio comunale del Movimento 5 Stelle. Buttandosi alle spalle la parola d’ordine “consumo di suolo zero”, dopo aver cacciato dall’amministrazione chi si era espresso in senso opposto, si va nuovamente all’assalto del territorio. Eppure Grillo poco più di un anno fa diceva “”Ogni giorno il cemento sommerge un’area di suolo vergine pari a 100 campi da calcio, stiamo distruggendo irrimediabilmente la nostra fonte primaria di sostentamento. Il MoVimento 5 Stelle ha presentato una Proposta di Legge che prevede l’azzeramento del consumo di suolo. Non c’è più tempo da perdere! Dobbiamo concretizzare sul territorio la grande battaglia che stiamo facendo sul piano nazionale! L’8/9/10 /Novembre 2013 è il nostro weekend #stopcemento, per informare cittadini e simpatizzanti, dire basta con la cementificazione e salvare il territorio. ….spargiamo il verbo!»

Legambiente attacca duramente il M5S di Ragusa ricordando che «L’atto di indirizzo sugli alberghi giunge dopo l’approvazione in commissione alla Camera dei Deputati del disegno di legge governativo per la difesa del suolo che i deputati del Movimento 5 Stelle non hanno votato con la motivazione che “il testo base del ddl in oggetto, infatti, non rispetta il parametro di consumo di suolo netto pari a zero, quello a cui l’Europa ci invita a perseguire. Noi del M5S crediamo che lo stop al consumo del suolo agricolo possa essere portato avanti incentivando al contempo il recupero, la riqualificazione e il riutilizzo dell’edificato esistente e non mediante nuova edificazione”. Ma evidentemente si predica bene e si razzola male. Come al solito a Ragusa, da buoni gattopardi, si rimane sempre indietro a livello culturale anche se stavolta ci si traveste da finti rivoluzionari».

Gli ambientalisti ricordano quanto hanno già ripetuto fino alla nausea: «Il problema non è aumentare i posti letto esistenti quanto aumentarne l’utilizzo allungando la stagione turistica. Invece di correre dietro chimere e modelli anni ’60 occorrerebbe guardarsi intorno. Ad esempio a Scicli ci sono di ottimi risultati nel settore del turismo perché si è puntato tutto sull’offerta culturale utilizzando l’esistente. Alberghi in palazzi antichi, B&B, agriturismi e soprattutto l’albergo diffuso che sta avendo risultati eccezionali. Perché non esportare questo modello su Ragusa?»

Il circolo il Carrubo guarda al  turismo che sta cambiando rapidamente e sotttolina che secondo un’indagine di Mannheimer, «I criteri di scelta di una meta turistica, e comunque i primi elementi che vengono in mente all’83% degli italiani sono: un ambiente non inquinato, la natura incontaminata, un efficiente sistema di riciclaggio rifiuti, l’offerta culturale, e ancor più la pulizia di spiagge e del mare. L’ambiente pulito, il paesaggio integro e la bellezza dei luoghi, nelle risposte degli italiani, superano come elemento di scelta della meta delle vacanze l’hardware del sistema turistico: infrastrutture, strutture ricettive, servizi, presenza di discoteche. E tra le regioni meta di questo nuovo turismo, primeggiano le due grandi isole, la Sicilia e la Sardegna . E questo approccio al turismo è ancora più marcato negli stranieri che sono gli unici la cui presenza in Sicilia è in aumento. Quindi lasciamo perdere gli alberghi da turismo di massa in campagna e puntiamo su un turismo culturale e ambientale che valorizzi la ricettività esistente e che distribuisca la ricchezza su un maggior numero di famiglie, andando a riqualificare il territorio e non continuando a devastarlo».

Legambiente chiede all’amministrazione comunale di «rispedire al mittente le proposte di consiglieri che hanno cambiato la casacca ma evidentemente non la cultura della cementificazione, e di non dare corso alle indicazioni del consiglio comunale. Legambiente, come ha avversato questa sciagurata proposta quando fu lanciata dall’ amministrazione Di Pasquale, l’avverserà anche se sarà accolta dall’Amministrazione Piccitto».