Rifiuti, a che punto è il progetto Rimateria? Confronto tra comitato, sindaci e azienda

Giuliani: «È stato aperto e utile. Nuovo incontro a metà luglio per verificare il più possibile tutti gli aspetti ancora non affrontati»

[4 luglio 2018]

Dopo oltre trenta incontri aperti dal management alla cittadinanza per illustrare il significato e lo stato dell’arte del progetto Rimateria, azienda attiva nell’economia circolare in Val di Cornia, per fare nuovamente il punto della situazione ieri una rappresentanza del comitato formato da cittadini di Colmata, circa una decina di persone, è stata ricevuta a Piombino nella sala consiliare del palazzo comunale dal sindaco Giuliani insieme al sindaco di Suvereto Giuliano Parodi, all’assessore all’ambiente del comune di Campiglia Marittima Vito Bartalesi e all’assessore all’ambiente del Comune di San Vincenzo Antonio Russo, oltre al presidente di Rimateria Valerio Caramassi.

I cittadini hanno voluto porre alcune domande ai sindaci presenti con l’intenzione di fare chiarezza il più possibile sulla vicenda delle maleodoranze, ancora presenti nell’area, ma sui quali da mesi l’azienda è al lavoro per sanare il disagio attraverso lavori di risanamento alla rete di captazione del biogas e captazione delle acque, finanziati grazie a risorse che provengono anche dall’attività di smaltimento dei rifiuti. Lavori interrotti a marzo a causa del sequestro da parte del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Grosseto e ripresi – con conseguente ritardo nel cronoprogramma – a seguito del dissequestro totale ordinato dalla magistratura il mese seguente.

«È stato un confronto aperto e utile – dichiara Giuliani – durante il quale sono state poste sul tappeto diverse questioni da discutere e approfondire ulteriormente. Per questo abbiamo già convocato un nuovo incontro a metà luglio per verificare il più possibile tutti gli aspetti ancora non affrontati».

Come spiegano dal Comune di Piombino, i cittadini di Colmata hanno chiesto agli amministratori cosa ne pensassero della possibilità di effettuare dei carotaggi per verificare la presenza di eventuali sostanze pericolose nel terreno a seguito dei conferimenti effettuati in passato: una richiesta sulla quale gli amministratori si sono dimostrati favorevoli, proprio per fugare ogni dubbio, ma che potrà essere fatta solo dopo aver chiesto autorizzazione ai Noe e al Pubblico ministero che sta portando avanti le indagini, per non rischiare di intralciare o di inquinare le indagini stesse.

Durante l’incontro è stato inoltre discusso quello che viene definito «il tema dell’ampliamento della discarica», che secondo il comitato «può rappresentare un cambiamento di strategia rispetto al passato e che dovrebbe essere ulteriormente approfondito nei consigli comunali e con i cittadini stessi». Al proposito può essere utile ricordare che il progetto Rimateria sin dal 2015 nasce a Piombino anche come strumento per riqualificare l’area di 70 ettari (a fronte di un Sito d’interesse nazionale di 900 ettari, in perenne attesa di bonifiche) dove opera: ovvero un’area dove ci sono 4 discariche di cui una non autorizzata, dove insistono circa 360.000 tonnellate di rifiuti speciali depositati “in modo incontrollato”; la bonifica e riqualificazione ambientale e paesaggistica delle discariche esistenti viene ottenuta anche tramite l’ottimizzazione e utilizzo degli spazi esistenti di discarica, traendone le risorse necessarie al proseguo dei lavori di riqualificazione, operazioni che – evidentemente – appare incompleto appellare come “ampliamento della discarica”.

Una spiegazione di nuovo offerta ieri dal Comune: «Il piano industriale di Rimateria – si riassume –prevede in 10 anni la riqualificazione dell’intera area delle 4 discariche. I lavori sono iniziati attraverso la regimazione delle acque e la realizzazione dei pozzi di biogas. Proseguiranno con la messa in sicurezza permanente della LI53 e il riciclo di scorie», oltre allo smaltimento in sicurezza di ciò che non può essere riciclato.

Infine, il sindaco Giuliani ha ricordato anche come «la bassa tariffazione sulla spazzatura degli anni passati sia stata una delle ragioni principali del buco finanziario creato da Asiu e come oggi le risorse siano necessarie per consentire il risanamento e per fare economia circolare. Ha ricordato come Rimateria in questi due anni abbia smaltito rifiuti speciali non pericolosi, come la legge consente e prescrive, e sia riuscita a dimezzare il debito lasciato da Asiu, avviando le opere di messa a norma della discarica; tutto questo senza gravare sui cittadini».