Salvi 40 posti di lavoro, più altrettanti indiretti. Soddisfatti i sindacati

Scarlino Energia, nei «prossimi giorni» la Regione (ri)darà l’autorizzazione all’impianto

Nuovo capitolo per una querelle lunga dieci anni, durante i quali il territorio si è trovato progressivamente a carenza di impianti per gestire i rifiuti prodotti

[17 luglio 2018]

Dopo le conclusioni raggiunte l’11 luglio scorso dalla conferenza decisoria sui destini del termovalorizzatore di Scarlino Energia, nei «prossimi giorni» la Giunta regionale della Toscana procederà con l’approvazione definitiva dell’atto di autorizzazione all’impianto: è quanto ha annunciato oggi da Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali per fare il punto sulla complessa vicenda, che si trascina ormai da molti anni.

Fino a oggi i circa 40 lavoratori della Scarlino Energia, oltre agli altrettanti impiegati in aziende della Piana che lavorano alla manutenzione della struttura, erano in bilico: il termovalorizzatore è fermo da anni per un’interminabile scia giudiziaria, e i licenziamenti – terminati ormai gli ammortizzatori sociali – sarebbero partiti a brevissimo. Un allarme che al momento appare rientrato: Simoncini ha infatti informato i sindacati di aver contrattato l’azienda che, data la situazione, ha confermato di non avere intenzione di procedere agli atti unilaterali di riduzione del personale. Per questo le organizzazioni sindacali si sono dette soddisfatte dell’informativa ricevuta e del contributo della Regione.

Si sta così per aprire un nuovo capitolo nella vicenda del termovalorizzatore Scarlino Energia, che chiese (e ottenne) per la prima volta le autorizzazioni a operare ormai dieci anni fa, nel gennaio 2008. Poi gli innumerevoli stop e le opposizioni all’impianto guidate dai comitati attivi sul territorio (nonché ormai anche dai sindaci di Follonica e Scarlino), fino alla nuova autorizzazione ormai in arrivo da parte della Regione, che andrà a intervenire in un contesto molto diverso rispetto a quello di dieci anni fa: sia dal punto di vista sociale e occupazionale, dato che nel mentre anche la Toscana ha patito gli effetti della grande recessione economica, sia dal punto di vista ambientale e della gestione dei flussi di rifiuti prodotti sul territorio regionale.

Solo nel 2012 erano 8 i termovalorizzatori attivi in Toscana, oggi sono cinque e trattano (dati 2016) 276mila tonnellate di rifiuti urbani, il 12% del totale; la Regione ritiene inopportuno realizzare un nuovo impianto a Case Passerini, mentre anche quelli di Livorno, Pisa e Montale appaiono destinati a chiusura nei prossimi anni, secondo la volontà dei vari amministratori locali. Anche dalla più perfetta delle economie circolari esitano ed esiteranno però nuovi rifiuti da gestire, e secondo la gerarchia per la corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti il recupero di energia è preferibile ai conferimenti in discarica: una lacuna che (forse) il termovalorizzatore di Scarlino Energia potrà contribuire a colmare.

L. A.