Smog, l’Europa cala l’asso contro l’inquinamento dell’aria: il nostro killer invisibile

[18 dicembre 2013]

Le correlazioni tra smog e impatto sulla salute della popolazione sono ormai scientificamente accertate e fortemente preoccupanti. La perdita di vite umane per la cattiva qualità dell’aria che respiriamo è superiore a quella dovuto agli incidenti stradali, rendendola quindi la principale causa ambientale di decessi prematuri addirittura nella nostra Unione europea.

Ecco perché la Commissione europea ha deciso oggi di adottare un pacchetto di misure più stringenti per ridurre l’inquinamento atmosferico, che rappresenta un aggiornamento della legislazione esistente e dovrebbe ridurre ulteriormente le emissioni nocive provenienti dall’industria, dal traffico, dagli impianti energetici e dall’agricoltura, proponendosi di limitarne l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

L’inquinamento atmosferico ha un impatto anche sulla qualità della vita, in quanto causa asma e problemi respiratori e provoca anche la perdita di giorni lavorativi ed elevate spese sanitarie. Chi ne risente in modo particolare sono i gruppi più vulnerabili: i bambini e le persone anziane. Senza dimenticare, infine, che l’inquinamento provoca i danni agli ecosistemi (esemplari le piogge acide).

I costi diretti per la società derivanti dall’inquinamento atmosferico – compresi i danni alle colture e agli edifici – secondo stime Ue ammontano a circa 23 miliardi di euro all’anno, e il totale delle esternalità sanitarie derivanti dall’inquinamento atmosferico per la società oscilla tra 330-940 miliardi di euro all’anno.

Nonostante il quadro allarmante, molti Stati membri dell’Ue non si sono ancora conformati alle norme sulla qualità dell’aria e, in generale, gli orientamenti sull’inquinamento atmosferico dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite non vengono osservati. In particolare, ad esempio nelle città, tardano ad essere attuati gli interventi strutturali a favore del trasporto pubblico a basso impatto ambientale, il cui incremento in qualità ed efficienza, aiuterebbe a ridurre l’inquinamento urbano da traffico privato.

«L’aria che respiriamo oggi è molto più pulita di quella dei decenni passati – ha sottolineato Janez Potočnik, Commissario responsabile per l’Ambiente -, ma l’inquinamento atmosferico continua a essere un “killer invisibile” che impedisce a molte persone di vivere appieno una vita attiva. Le azioni che proponiamo consentiranno di dimezzare il numero di decessi prematuri dovuti all’inquinamento atmosferico, aumentare la protezione offerta ai gruppi vulnerabili e migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini europei. Queste azioni rappresentano anche una buona notizia per la natura e per gli ecosistemi fragili, e danno inoltre impulso all’industria delle tecnologie pulite, che è un importante motore di crescita per l’Europa».

Nello specifico il pacchetto di misure adottato oggi comprende: un nuovo programma aria pulita per l’Europa, con misure intese a garantire il conseguimento a breve termine degli obiettivi esistenti e, per il periodo fino al 2030, il raggiungimento di nuovi obiettivi per la qualità dell’aria. Il pacchetto include anche misure di sostegno per ridurre l’inquinamento atmosferico, con particolare riguardo al miglioramento della qualità dell’aria in città, per sostenere la ricerca e l’innovazione e per promuovere la cooperazione internazionale; la revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissione che comprende limiti nazionali più rigorosi per i sei inquinanti principali;  una proposta per una nuova direttiva intesa a ridurre l’inquinamento da impianti di combustione di medie dimensioni, quali impianti che forniscono energia a edifici appartenenti a uno stesso isolato o a edifici di grandi dimensioni, nonché piccoli impianti industriali.

Per quanto riguarda i benefici attesi, la Commissione ha stimato che il pacchetto aria pulita, rispetto a uno scenario invariato da oggi al 2030, possa: evitare 58.000 decessi prematuri; salvare dall’inquinamento da azoto una superficie di ecosistemi pari a 123.000 km² ; salvare dall’inquinamento da azoto una superficie di zone protette Natura 2000 pari a 56.000 km²;  salvare dall’acidificazione una superficie di ecosistemi forestali equivalente a 19000 km2.

Per quanto riguarda il rapporto tra salute ed economia, i benefici per la salute derivanti dall’attuazione del pacchetto “aria pulita” sono pari a circa 40 miliardi di euro all’anno, cioè oltre dodici volte i costi per la riduzione dell’inquinamento (che si stima possano raggiungere 3,4 miliardi di euro all’anno nel 2030). Secondo l’Ue i vantaggi per la salute, da soli, consentirebbero infatti alla società di risparmiare dai 40 ai 140 miliardi di euro in esternalità e si otterrebbero benefici diretti nell’ordine di circa 3 miliardi di euro grazie all’incremento di produttività della manodopera, a minori costi sanitari, all’aumento delle rese agricole e a minori danni agli edifici.

La proposta contribuirà anche a creare l’equivalente di circa 100.000 ulteriori posti di lavoro, perché grazie al minor numero di giorni lavorativi persi si registrerà un incremento in termini di produttività e competitività con un impatto netto positivo sulla crescita economica. «Accolgo con estrema soddisfazione – ha dichiarato il Commissario europeo responsabile per la Salute, Tonio Borg – l’adozione del pacchetto “aria pulita”, che mette l’Europa sulla buona strada per ottenere, a lungo termine, aria pulita per tutti. Le nuove politiche in materia di aria pulita permetteranno ai cittadini europei di vivere più a lungo e di avere una vita più sana: diminuirà il numero dei bambini con problemi d’asma o altri problemi respiratori, meno persone si ammaleranno di cancro, malattie respiratorie croniche o cardiovascolari; infine, meno persone moriranno per malattie causate dall’inquinamento atmosferico».