Terzo anniversario della tragedia del Rana Plaza, gli impegni dell’Ue

1.138 vittime che hanno rivelato la faccia oscura dell’industria dell’abbigliamento

[22 aprile 2016]

Rana Plaza

Il 24 aprile 2013 il Rana Plaza, un edificio che ospitava diverse fabbriche tessili, crollò facendo 1.138  vittime, soprattutto donne, e dopo quella tragedia determinata da una miscela di ingordigia, sfruttamento intensivo di manodopera  da parte delle multinazionali della moda pronta e abusivismo edlizio, il governo del Bangladesh, l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno avviato l’iniziativa congiunta “Patto per il miglioramento costante dei diritti dei lavoratori e della sicurezza nelle fabbriche dell’industria della confezione e della maglieria in Bangladesh” alla quale, considerato il suo coinvolgimento nella stessa catena delle forniture e i suoi sforzi volti a promuovere un approvvigionamento sostenibile, nel 2016 ha deciso di aderire anche il Canada.

L’Unione europea dice che «l Piano di sostenibilità esprime impegni concreti in relazione al diritto del lavoro, in particolare alla libertà di associazione e al diritto alla contrattazione collettiva, nonché in merito all’integrità strutturale degli edifici industriali, alla salute e sicurezza sul lavoro e alla promozione di comportamenti imprenditoriali responsabili. La Commissione europea opera a stretto contatto con altri partner del Patto di sostenibilità per tradurre questi impegni in miglioramenti tangibili. A tal fine la Commissione ha ospitato nell’ottobre 2014 la prima riunione di follow-up del Piano di sostenibilità e ha pubblicato due relazioni tecniche nel luglio 2014 e nell’aprile 2015. Una seconda riunione di follow-up è stata organizzata il 28 gennaio 2016 a Dhaka dal governo del Bangladesh».

Nell’ottobre 2015 l’UE ha contribuito con 3 milioni di euro al “Vision Zero Fund” del G7″ per migliorare le condizioni di lavoro e gli standard lavorativi e instaurare pratiche commerciali sostenibili nei paesi produttori.

Dopo le pressioni internazionali e delle ONG, anche l’industria dell’abbigliamento ha accettato di partecipare alla realizzazione del Patto di sostenibilità con l'”Accordo sulla sicurezza antincendio ed edilizia” nel Bangladesh cui partecipano i sindacati e le marche della moda e del commercio al dettaglio.

Il  25 aprile si terrà un evento ad alto livello che interessa il settore dell’abbigliamento per promuovere le iniziative che si sono dimostrate efficaci. È prevista la partecipazione di Neven Mimica, commissario Ue alla cooperazione internazionale e allo sviluppo, di Marianne Thyssen, commissaria all’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, di Lilianne Ploumen, ministra del commercio estero e della cooperazione allo sviluppo dei Paesi Bassi e di Mujibul Haque Chunnu, ministro del lavoro del Bangladesh.

 

Ecco il testo della dichiarazione congiunta sull’anniversario della tragedia del Rana Plaza dell’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini e dei Commissari europei Malmström, Thyssen e Mimica:

»La domenica 24 aprile 2016 segna il terzo anniversario del crollo della fabbrica di abbigliamento Rana Plaza a Dhaka, Bangladesh, un evento tragico che è costato la vita a più di 1 100 persone. Il nostro pensiero va oggi a chi ha perduto persone care, ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragedia del Rana Plaza. Questa però è anche l’occasione per riesaminare quanto già fatto nell’ultimo triennio per migliorare la situazione dei lavoratori dell’industria tessile nel Bangladesh. L’impegno attivo dell’Ue, del Bangladesh e di altri partner interessati ha determinato progressi tangibili sul terreno. Nel Bangladesh di oggi diversi diritti dei lavoratori sono meglio protetti rispetto a due anni fa. È migliorata anche la sicurezza degli edifici e dei luoghi di lavoro. Il Patto di sostenibilità per il Bangladesh ha aperto un dialogo e ha incoraggiato gli scambi con gli stakeholder come i sindacati, i datori di lavoro, gli acquirenti dei prodotti e le ONG nell’UE e nel Bangladesh.

Si devono però ancora realizzare riforme essenziali, non ultima quella relativa all’effettivo rispetto dei diritti sindacali e alla promozione di un dialogo sociale genuino, per assicurare un futuro migliore ai lavoratori dell’industria tessile nel Bangladesh. In quanto partner del Patto di sostenibilità per il Bangladesh l’UE, assieme al governo del Bangladesh, all’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e ai governi degli Stati Uniti e del Canada, valuta regolarmente i progressi compiuti e contribuisce a fissare le priorità per il futuro al fine di promuovere il rispetto dei diritti fondamentali del lavoro e di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori nel settore tessile nel Bangladesh. L’Ue ribadisce l’urgenza di indagare e reprimere tutti gli atti di discriminazione antisindacale, anche nelle zone franche. La registrazione dei sindacati deve essere trasparente ed avvenire senza pastoie sulla base di criteri oggettivi e si devono prevenire in modo efficace i comportamenti antisindacali. Il Governo del Bangladesh ha dimostrato un chiaro impegno, ma si deve ancora fare di più nel campo dell’ispettorato del lavoro. I progetti di riparazione e ripristino di tutte le fabbriche devono essere ancora realizzati in modo efficace e scrupoloso. A tal fine l’Ue e gli altri donatori hanno mobilitato fondi per le imprese in difficoltà finanziarie, in particolare le PMI. Nelle prossime settimane l’Ue pubblicherà una terza relazione sull’attuazione del Patto di sostenibilità in cui fornirà un quadro dettagliato dei risultati raggiunti e di ciò che resta ancora da fare. Il modo più efficace per procedere consiste in una stretta cooperazione di tutti gli attori. Il loro impegno è stato e rimarrà fondamentale per far progredire le cose. Tutti devono continuare a impegnarsi per promuovere condizioni di lavoro decenti per i lavoratori dell’industria tessile nel Bangladesh. Il nostro lavoro comune deve continuare nel lungo termine. L’impegno dell’Ue rimane immutato: l’Ue continuerà ad adoperarsi per stimolare miglioramenti durevoli nell’industria tessile del Bangladesh e per assicurare che il mercato aperto dell’UE contribuisca a dare impulso alla prosperità del paese.Incoraggiare la gestione responsabile della catena delle forniture nel settore dell’abbigliamento è una questione importante non solo nel Bangladesh ma anche in altri paesi. Per discutere il da farsi ed esaminare quali iniziative sono già in corso e se un’azione complementare a livello di UE recherebbe un valore aggiunto la Commissione ospiterà la settimana prossima una conferenza ad alto livello».