Accordo nucleare Sudafrica – Russia, l’opposizione: «Lo ostacoleremo in ogni modo»

La Democratic Alliance: un accordo a spese di milioni di sudafricani che lottano per sopravvivere

[6 novembre 2017]

La Democratic Alliance, il più grosso partito di opposizione sudafricano che alle prossime elezioni potrebbe scalzare l’African National congress (Anc) indebolito da scandali a ripetizione e dalla crisi economica, ha promesso che ostacolerà in ogni modo il tentativo di far approvare un accordo nucleare con la Russia.

Ieri il giornale s sudafricano City Press ha rivelato che il ministro dell’energia David Mahlobo si appresta ad attuare il suo piano nucleare e che intanto i funzionari del suo ministero stanno lavorando per terminare entro due settimane  la revisione del Piano delle risorse energetiche integrate del Sudafrica, cioè 4 mesi prima della scadenza fissata.

Il portavoce dell’energia della Democratic Alliance, Gordon Mackay,   ha subito dichiarato che il suo Partito  «Non esiterà a interdire qualsiasi tentativo del ministro dell’Energia, David Mahlobo, di forzare il passaggio di un accordo nucleare nonostante il fatto che il Sudafrica non ne abbia bisogno né si possa permettere un affare da un trilione di Rand».

Secondo Mackay il Dipartimento dell’energia è stato costretto a lavorare straordinari per assicurare che l’Integrated Resource Plan (IRP) sia  pronto entro il 14 novembre» e aggiunge che  «Ogni giorno che passa diventa più chiaro che il ministro Mahlobo è stato nominato per assicurarsi che l’accordo nucleare venga approvato per ragione o per forza».

Il governo dell’Anc ha approvato il Piano delle risorse energetiche integrate 2010-30 che prevede un mix di carbone, gas, energie rinnovabili e 9.600 Megawatt nucleari entro il 2030. Un piano duramente contestato dalle associazioni ambientaliste che denunciano l’insicurezza intrinseca del nucleare e i suoi costi insostenibili con una serie di iniziative e campagne contro il Piano.

A fine ottobre, nell’apparente tentativo di attenuare le preoccupazioni e le proteste, il ministro delle finanze Malusi Gigaba aveva detto che il Sudafrica non può permettersi un grande programma nucleare per mancanza di fondi  e che il programma non è necessario perché ci sono meno pressioni sul governo per aumentare la produzione di elettricità a causa del rallentamento della domanda e della debole crescita economica.

Poi è improvvisamente cambiato tutto e, mentre per Zuma si profila un nuovo scandalo nucleare, arriva così la conferma dei sospetti  che il presidente del Sudafrica Jacob Zuma abbia nominato a ottobre Mahlobo ministro dell’energia solo perché sbloccasse l’accordo nucleare con la Russia.

Ma la Democratic Alliance non ci sta e Mackay promette battaglia: «Non permetteremo a Mahlobo di ripagare i suoi amici russi a spese di milioni di sudafricani che lottano per sopravvivere senza lavoro in un’economia statica. La Democratic Alliance utilizzerà tutti gli strumenti legali e parlamentari a sua disposizione per assicurare che le generazioni future non siano incatenate a un pesante debito che comprometterà l’avvenire del Sudafrica«.