Anie-Confindustria: «Bene il Piano nazionale integrato energia e clima»

Investire di più su fotovoltaico, efficienza energetica e smart grid

[14 Febbraio 2019]

La Federazione Anie (industria, building, energia e infrastrutture) che, con oltre 1.300 aziende associate e 468.000 addetti e una delle più importanti organizzazioni di Confindustria per peso rappresentatività, è stata audita dalla X Commissione attività produttive delle Camera in merito alle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale (Sen) al Piano nazionale energia e clima (Pniec)per il 2030 e ha  espresso, «un giudizio positivo sul documento, le misure, i suoi sui target accogliendo favorevolmente l’obiettivo dell’Italia, in merito all’efficienza energetica, del 43% rispetto al target europeo del 32,5%», anche se in realtà il target per le rinnovabili fissato nel Piano nazionale energia e clima dell’Italia è il 30% e non il 32%, che è il target individuato dall’Ue a livello comunitario.

Rispetto alle Fonti energetiche rinnovabili (FER) considerando anche il superamento degli obiettivi fissati al 2020, Anie auspica infatti «il raggiungimento di un target superiore al 30% allineandolo a quello europeo fissato al 32% anche in considerazione delle opportunità previste da alcune misure della nuova direttiva FER (garanzie d’origine, scambi statistici) e considerando che gli impianti di grande taglia gli LCOE (costi livellati dell’elettricità, ndr)  di fotovoltaico ed eolico hanno conseguito un livello competitivo».

Per quanto riguarda il fotovoltaico Anie  sottolinea «la necessità di una crescita più armonica e graduale che abbia come risultato finale il rafforzamento dell’intera filiera del settore (il Pniec prospetta dopo il 2026 la crescita di nuove installazioni per 27 GW, mentre nei 7 anni precedenti ne considera solo 12,6 GW). Per la Federazione, lo sviluppo FER va necessariamente coniugato con lo sviluppo della rete, dello storage e della riforma del mercato dei servizi di dispacciamento per accrescere la competizione di tale mercato. Il Pniec dà l’opportunità di circostanziare concretamente le misure di sviluppo ed integrazione delle FER nel prossimo quinquennio (cioè sino al 2025) per dare un chiaro segnale alle imprese del settore. È un’opportunità che va colta».

Ecco una sintesi delle osservazioni/richieste avanzare da Anie:

Fonti rinnovabili. La Federazione attribuisce una grande valore alla diversificazione del mix di generazione elettrico da FER e individua nell’autoconsumo uno dei facilitatori della transizione verso la produzione di energia green. Diverse le proposte concrete da definire nel testo del Pniec per traguardare gli obiettivi al 2025 differenziate per piccoli e grandi impianti FER abbinati a sistemi di accumulo e per il revamping/repowering degli impianti esistenti. E’ necessaria una riflessione sulla fattibilità dei pompaggi e sull’individuazione delle aree a vocazione energetica.

Efficienza energetica. Anie condivide la prospettiva di una attenzione prioritaria sul parco immobiliare esistente e sul settore trasporti, ma considera la sfida molto più impegnativa, vista la capacità di spesa dell’utenza e la lentezza del settore delle costruzioni ad adottare nuove tecnologie. Necessario un Piano Edificio 4.0 che coniughi investimenti sull’involucro e sull’impiantistica, alla stregua di quanto fatto per sbloccare gli investimenti in digitalizzazione, cioè il Piano Industria 4.0. L’adozione obbligatoria dello Smart Readness Indicator, indicatore dello stato di digitalizzazione di un edificio previsto dalla direttiva efficienza energetica, può essere un veicolo di promozione degli Smart Building, requisito imprescindibile per la creazione di Smart City e Smart Grid.

Sicurezza e Infrastrutture. Le aziende di Anie Federazione sono attive nel proporre soluzioni per la resilienza delle infrastrutture elettriche, interloquendo con Arera ed i gestori di rete. Quanto alle Smart Grid l’Italia è fanalino di coda in Europa: gli investimenti sono dell’ordine di 0,7 €/MWh consumato contro una media europea di 1,5 €/MWh, a cui Germania e Francia sono vicine. Auspichiamo un incremento degli investimenti per lo sviluppo delle Smart Grid allargando il Piano Industria 4.0 ai relativi necessari prodotti

Mercato interno dell’energia. Anie considera positivamente un’analisi volta al superamento del PUN, ma ritiene altresì importante valutare una semplificazione dei modelli di mercato: oggi gli operatori del settore lavorano su quattro differenti perimetri geografici in funzione del loro modello di business. Bene le sperimentazioni previste dalla delibera 300/2017, ma è importante accelerare per rendere più competitivo il mercato dei servizi di dispacciamento, garantire al sistema una maggior pluralità di operatori e una maggior offerta, così da ridurre i costi. La Federazione chiede di istituire il mercato per la regolazione primaria di frequenza con aste settimanali in capacità come avviene in molti paesi d’Europa, misura di mercato che insieme agli altri servizi di dispacciamento potrebbe agevolare investimenti nei sistemi di storage.

Innovazione. Il settore delle imprese di Anie Federazione investono mediamente il 4% del fatturato in ricerca e sviluppo, con punte superiori al 20%, e partecipano a progetti europei innovativi.