Canada, gli incendi raggiungono i giacimenti delle sabbie bituminose. Nuove evacuazioni

Rischio estremamente elevato per i villaggi dei lavoratori petroliferi

[18 maggio 2016]

incendio Alberta

Il gigantesco incendio boschivo che infuria fuori controllo intorno alla città petrolifera canadese di Fort McMurray, nell’Alberta, al centro della zona delle sabbie bituminose, si è avvicinato alle infrastrutture di estrazione delle sabbie bituminose a nord della città. La situazione ha costretto i lavoratori dei siti petroliferi  a fuggire da alcuni villaggi due settimane dopo che c’era stata una prima evacuazione di massa.

Il fuoco continua a devastare il nord della provincia dell’Alberta, e l’incendio, che lunedi aveva già divorato 2.400 Km2 di foreste (10 volte più della superficie dell’Isola d’Elba) ha costretto la premier dell’Alberta, Rachel Notley, a dichiarare l’evacuazione forzata di tutti i campi in cui vivono i lavoratori petroliferi in un raggio di 60 km tra Fort McMurray e Fort McKay, provocando l’esodo di 8.000 lavoratori “non essenziali”. La Notley ha sottolineato che «Il resto del personale garantirà la sicurezza dei siti in questione fino a quando non saranno a rischio. Sono in atto le procedure di evacuazione nel caso in cui si renda necessario che abbandonino. Crediamo che il fuoco continuerà ad espandersi in prossimità di molti di questi campi».

Poche ore dopo  le dichiarazioni della premier dell’Alberta, agli operai è stato ordinato abbandonare il villaggio per lavoratori Lodge Blacksand, 35 km da Fort McMurray, che poi è stato distrutto da un incendio.

L’incendio, che ormai i canadesi chiamano “la Bestia”, ieri si è ulteriormente esteso, raggiungendo 3.540 km2. E secondo gli esperti dovrebbe continuare a spostarsi verso est, alimentata da forti venti, e secondo Chad Morrison, capo del vigili del fuoco, presto potrebbe raggiungere i giacimenti di sabbie bituminose di Suncor e Syncrude, enormi impianti per estrarre il petrolio più sporco del mondo che sono circondati da barriere di ghiaia e grandi dispositivi parafuoco. «Questi impianti petroliferi hanno propri vigili del fuoco, e, pertanto, non dovrebbero essere minacciati dalle fiamme». L’area nord di Fort McMurray era già stata interessata da incendi già nel 2011 ma i siti petroliferi non erano mai state direttamente minacciati.

E’ ormai tre settimane che la popolazione di Fort McMurray e dei dintorni, 88 000 abitanti, è stata evacuata e nessuno sa quando potrà ritornare a casa sua. I vigili del fuoco sono comunque riusciti a salvare da questo incendio senza precedenti quasi il il 90% degli edifici di Fort McMurray, ma le fiamme hanno distrutto 2.400 abitazioni ed edifici. La maggior parte degli edifici nel centro della città e delle infrastrutture sono ancora intatti.

Lunedi, l’indice della qualità dell’aria, che di solito si misura su una scala di pericolosità che va da 1 a 10, ha raggiunto 38. Ieri era scesa a 13, un rischio sempre estremamente elevata, e si prevede risalirà. La Notley ha evidenziato che «Questo pone gravi rischi per i soccorritori e le squadre di recupero che operano nelkl’area  e questo può ritardare i nostri sforzi».