Corea del nord: «Ci prepariamo alla guerra contro Usa e Corea del sud»

«Uno scontro la cui ampiezza rischia di rivelarsi simile a quella del conflitto del 1950-1953»

[30 luglio 2015]

Chapatte North Korea

Il leader supremo della Corea del nord, Kim Jong-un ha assistito alle esercitazioni delle forze aeree della Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc) definendole «Preparazione alla guerra con gli Stati Uniti e la Corea del sud».

L’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, spiega che le esercitazioni si sono svolte in una base militare vicina alla città portuale di Wonsan, nel sud-est della Rpdc, in occasione del 62esimo anniversario della firma dell’armistizio che mise fine alla guerra di Corea del  1950-1953. Secondo la Kcna le esercitazioni sono state realizzate per «Arrivare ad un cambiamento radicale nelle manovre preparatorie alla guerra» che secondo il regime nazional-stalinista dovrebbe «regolare i conti con gli imperialisti americani e i gruppi di marionette sudcoreani che  (…) incitano allo scontro tra compatrioti».

Il capo di stato maggiore dell’Armata popolare di Corea, Ri Yong-gil, ha confermato che la penisola coreana è «sull’orlo di una guerra la cui ampiezza rischia di rivelarsi simile a quella del conflitto del 1950-1953». Poi ha accusato Usa e Corea del sud di «proferire menzogne e di attizzare l’isteria militare».

Ora, a parte che di menzogne e di isteria militaresca il regime nordcoreano è maestro, se Pyongyang decidesse davvero di buttarsi nell’inferno di una nuova guerra suicida, questa volta sarebbe molto peggio che nel 1950-1953, visto che da una parte  e dall’altra ci sono armi nucleari. Inoltre questa volta dubitiamo che la Cina interverrebbe per salvare i suoi alleati “comunisti” che sono sempre più imbarazzanti ed ingombranti per il turbo-capitalismo di Stato cinese che fa affari d’oro con sudcoreani e statunitensi e che mal sopporta di tenere economicamente a galla la povera dittatura nordcoreana che si tiene in piedi con i ricatti geopolitici e la feroce repressione interna.

Probabilmente le bellicose dichiarazioni dei leader della monarchia stalinista dinastica nordcoreana fanno parte del rituale di minacce che precede, come ogni anno, le esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del sud che inizieranno la prossima settimana, ma Pechino è preoccupata perché le dichiarazioni di guerra di Kim Jong-un fanno seguito a quelle dell’ambasciatore nordcoreano in Cina, Ji Jae-ryong, che ha recentemente detto che Pyongyang non ha nessuna intenzione di riaprire i negoziati con gli Usa sul suo programma nucleare. E la Cina è il paese più interessato a riaprire quel tavolo per disinnescare la mina nucleare nordcoreana piazzata proprio al suo confine.