Corea del Nord, l’esplosione della bomba atomica avvertita fino in Italia

Gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Trento hanno registrato i due terremoti seguiti all’esplosione

[4 settembre 2017]

Mentre al Consiglio di sicurezza dell’Onu oggi ci si interroga su come rispondere all’esplosione della boma atomica testata dalla Corea del Nord, in Italia la stazione sismica Mabi – a Malga Bissina in provincia di Trento – conferma: gli strumenti hanno registrato chiaramente le scosse di terremoto che hanno scosso la penisola coreana a causa della detonazione, con una potenza stimata (proprio grazie agli indizi rimbalzati sui sismografi del mondo) di circa 100 chilotoni; al confronto la bomba atomica sganciata su Hiroshima, da 15 chilotoni, impallidisce.

«La Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – spiegano dall’Ingv – ha registrato un evento sismico generatosi alle ore 03:30 UTC a 1 km di profondità in prossimità di Punggye-ri, nella Corea del Nord. Questo evento è avvenuto vicino al sito dove la Corea del Nord ha già effettuato test nucleari e presenta una grandezza maggiore rispetto ai test del 2006, 2009, 2013 e 2015».

Per localizzare con precisione il terremoto, l’Ingv ha impiegato 17 stazioni simiche (il grafico a fianco proviene da quello di Malga Bissina, ndr) e, data la vicinanza con il sito dove la Corea del Nord ha già effettuato test nucleari, il sismologo di turno nella sala di monitoraggio sismico dell’Ingv ha verificato che l’evento fosse dovuto a una esplosione: da qui la conferma di un sisma artificiale; inoltre, isegnali telesismici registrati non mostrano fasi di profondità, indicando dunque che l’evento è stato superficiale.

La magnitudo registrata a differenti stazioni sismiche del mondo, sintetizzano dunque dall’Ingv, varia da Mb 5.6 a Mb 6.9 (dove Mb è la magnitudo di volume), con una media di Mb 6.3 (fonti United States geological survey e Geophysical survey of Russia academy of sciences).