Energia, rivisto il sistema scambio informazioni sugli accordi intergovernativi Ue

[12 aprile 2017]

Al fine di garantire il funzionamento del mercato interno dell’energia e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, l’Ue – con decisione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi – rivede il meccanismo per lo scambio di informazioni fra gli Stati membri e la Commissione in materia di accordi intergovernativi del settore.

Nella sua risoluzione del 2015 «Verso un’Unione europea dell’energia», il Parlamento europeo ha evidenziato la necessità di rafforzare la coerenza delle politiche dell’Unione in materia di sicurezza energetica esterna e di accrescere la trasparenza degli accordi relativi all’energia.

In tale contesto la precedente decisione del 2012 che ha istituito un meccanismo per lo scambio di informazioni riguardo ad accordi intergovernativi fra Stati membri e paesi terzi nel settore dell’energia, si è rivelata utile per ricevere informazioni sugli accordi intergovernativi vigenti e per individuare i problemi in termini di compatibilità con il diritto dell’Unione.

L’esperienza maturata nell’applicazione della decisione del 2012 ha dimostrato che una valutazione ex post  – ossia dopo la conclusione fra gli Stati membri e un paese terzo – non è la modalità più efficace per garantire la conformità degli accordi intergovernativi al diritto dell’Unione.

In particolare, gli accordi spesso non contengono clausole di recesso o di adattamento tali da consentire agli Stati membri di eliminare eventuali mancate conformità entro un periodo di tempo ragionevole. La valutazione ex post, inoltre fornisce il tempo necessario per consolidare le posizioni dei firmatari, creando pressioni politiche affinché non si modifichi nessun elemento dell’accordo.

L’esperienza della direttiva del 2012 ha anche rilevato come un elevato grado di trasparenza favorisca sia la realizzazione di una più stretta cooperazione all’interno dell’Unione nel settore delle relazioni esterne in materia di energia, sia il conseguimento degli obiettivi strategici a lungo termine relativi all’energia, al clima e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico.

Sulla base di tutto ciò, l’Ue cerca di superare tali problematiche. Dunque, stabilisce che gli Stati membri informino nel più breve tempo possibile la Commissione della loro intenzione di avviare negoziati concernenti nuovi accordi intergovernativi o modifiche ad accordi intergovernativi. Gli Stati membri hanno la possibilità di invitare la Commissione a partecipare ai negoziati in qualità di osservatrice. E la Commissione può chiedere di partecipare ai negoziati in qualità di osservatrice.

Nel corso della negoziazione di un accordo intergovernativo, la Commissione può fornire consulenza allo Stato membro interessato su come evitare l’incompatibilità di tale accordo con il diritto dell’Unione.

Tenendo in debito conto il fatto che gli accordi intergovernativi e le modifiche nel settore del gas o del petrolio hanno attualmente le più ampie ripercussioni sul corretto funzionamento del mercato interno dell’energia e sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Unione, gli Stati membri devono notificare, ex ante, alla Commissione i progetti di accordi prima che diventino giuridicamente vincolanti per le parti. In uno spirito di cooperazione, la Commissione assiste gli Stati membri nell’individuazione delle problematiche di conformità del progetto di accordo intergovernativo o di modifica. Lo Stato membro interessato sarebbe così meglio preparato a concludere un accordo che sia conforme al diritto dell’Unione.

Alla luce della strategia dell’Unione dell’energia, la trasparenza relativamente agli accordi intergovernativi passati e futuri rimane di importanza fondamentale ed è un elemento essenziale per garantire la stabilità energetica dell’Unione. Per questo è opportuno che la Commissione metta le informazioni pervenutele riguardanti accordi intergovernativi a disposizione di tutti gli altri Stati membri in formato elettronico sicuro.

È auspicabile che uno scambio permanente di informazioni sugli accordi intergovernativi a livello di Unione consenta di elaborare migliori prassi, che possono consentire alla Commissione di sviluppare, clausole tipo facoltative, da utilizzare negli accordi intergovernativi fra gli Stati membri e i paesi terzi, nonché orientamenti, incluso un elenco di esempi di clausole che non rispettano il diritto dell’Unione e che non dovrebbero pertanto essere utilizzate.

La trasparenza e la conformità al diritto dell’Unione rappresentano elementi importanti per garantire la stabilità energetica dell’Unione. Un mercato interno dell’energia che non funzioni correttamente pone l’Unione in una posizione vulnerabile e svantaggiosa per quanto riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e compromette i suoi potenziali benefici per i consumatori e l’industria europei. Per salvaguardare l’approvvigionamento di energia dell’Unione è necessario diversificare le fonti energetiche e creare nuove interconnessioni energetiche tra gli Stati membri. Nel contempo, è fondamentale potenziare la cooperazione in materia di sicurezza energetica con i paesi del vicinato dell’Unione e con i partner strategici.