Geotermia e altre rinnovabili, com’è cambiato lo scenario mondiale negli ultimi 15 anni

Un'analisi del recente rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia, il “Key rewanable trends”

[17 agosto 2016]

kenya geotermia rinnovabili

L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha pubblicato il rapporto Key renewables trends, analizzando le dinamiche di mercato che hanno caratterizzato le energie rinnovabili a partire dal 1990, con una particolare attenzione a quanto accaduto negli ultimi anni.

Mentre la domanda di energia primaria nel mondo è cresciuta con un tasso medio annuo dell’1,9% dal 1990 al 2014, le rinnovabili hanno fatto meglio: l’energia fornita da fonti pulita è cresciuta infatti a un tasso superiore, pari al 2,2% annuo (dal 2013 al 2014 la percentuale è incrementata al 2,6%). Una dinamica positiva anche se non omogenea, con alcune forme d’energia che hanno dominato l’incremento negli ultimi quindici anni: per il solare fotovoltaico si parla di un +46% annuo, seguito dal +24,3% dell’energia eolica.

Come risultato finale, al 31/12/14 la domanda di energia primaria al mondo ammontava a 13.700 Mtep, soddisfatta per il 13,8% (1.894 Mtep) da fonti pulite. Una tendenza che ha accelerato col passare del tempo: dal 2013 al 2014 la crescita è stata del 2,6%, fino a raggiungere i 1.894 Mtep. Ovvero, circa un settimo (13,8%) di tutta l’energia primaria consumata al mondo.

Per quanto riguarda la produzione di elettricità da fonte geotermica, invece, questa è cresciuta del 2,3% annuo dal 1990 al 2015, passando secondo i dati Iea da 28,6 a 50,2 TWh. Una produzione che è concentrata per il 49,6% nei paesi Ocse americani. In particolare, gli Usa rimangono il protagonista indiscusso con il 37% della produzione relativa ai Paesi Ocse nel 2015 (18,6 TWh, rispetto ai 16 TWh del 1990), seguiti dalla Nuova Zelanda (7,9 TWh, il 15,7% della produzione di energia elettrica da fonte geotermica nei Paesi Ocse), Messico (12,5%), Italia (12,3%), Islanda (10%).