Impianto eolico e opere di connessione alla rete elettrica: assoggettabilità a Via

[4 settembre 2013]

Un impianto eolico di potenza complessiva superiore a 1 Mw e le relative opere di connessione alla rete elettrica devono – nel loro complesso – essere sottoposte alla verifica dell’assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Via). Perché anche tali opere possono rivelarsi particolarmente impattanti sull’ambiente e sul paesaggio.

Lo ricorda il Tribunale amministrativo della Basilicata (Tar) – con sentenza dello scorso mese – in riferimento all’installazione ed esercizio nel Comune di Lavello di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica composto da 19 aerogeneratori di potenza complessiva di 57 Mw. In particolare sul pare negativo del Comitato tecnico regionale per l’Ambiente (Crta) sull’istanza di Via nella parte in cui prevede la realizzazione della sottostazione elettrica nei terreni del Comune di Montemilone, precisando che la predetta istanza di Via poteva essere integrata con una “soluzione alternativa di connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale”.

Secondo il Crta la nuova stazione elettrica di Montemilone costituirebbe un’infrastruttura di rilevante impatto ambientale, in quanto sulla medesima linea Matera-S. Sofia ad una distanza media di 10-12 Km. vi sarebbero altre 6 stazioni elettriche (precisamente quelle di Melfi, Montemilone, Spinazzola, Genzano, Gravina e Matera).

Ma, pur prescindendo dalla capacità di poter ricevere l’energia elettrica prodotta dai 16 parchi eolici in questione e dalla necessità di interventi di adeguamento all’esistente stazione elettrica più vicina, il gestore Terna ha fatto presente che la nuova stazione elettrica risultava “necessaria al fine di razionalizzare la presenza sul territorio delle relative infrastrutture di connessione, in modo tale da ridurre ai minimi termini l’impatto di tali impianti”. Terna sostiene che opere di connessioni più lunghe, per raggiungere le altre due esistenti stazioni elettriche più vicine, danneggerebbero maggiormente l’ambiente e il paesaggio.

Nel nostro ordinamento gli impianti eolici di potenza superiore a 1 Mw sono sottoposti alla fase di verifica dell’assoggettabilità a Via (screening) e non alla Via. Costituiscono parte degli impianti alimentati da fonti rinnovabili anche le opere e le infrastrutture “indispensabili” per il loro esercizio e perciò anche “le opere necessarie alla connessione alla rete elettrica, specificamente indicate nel preventivo per la connessione ovvero nella soluzione tecnica minima generale, redatti dal gestore della rete elettrica nazionale o di distribuzione ed esplicitamente accettati dal proponente”.

Dunque, dato che un impianto eolico di potenza complessiva superiore a 1 Mw non può funzionare senza le opere di connessione alla rete elettrica, la verifica dell’assoggettabilità a Via non può non riferirsi che all’intero impianto. Del resto per la realizzazione della connessione alla rete elettrica, risulta necessario compiere opere di scavo e delineare un tracciato, che potrebbero danneggiare l’ambiente e il paesaggio.

Fra l’altro le Linee Giuda del 2010 stabiliscono che “nell’individuare la soluzione di connessione, al fine di ridurre l’estensione complessiva e gli impatti ambientale, paesaggistico e sul patrimonio culturale delle infrastrutture di rete ed ottimizzare i costi relativi alla connessione elettrica, il gestore di rete tiene conto in modo coordinato delle eventuali altre richieste di connessione di impianti, riferite ad una medesima area e può, a seguito di apposita istruttoria, inserire nel preventivo per la connessione una stazione di raccolta potenzialmente asservibile a più impianti purché ricadenti nel campo di applicazione del presente decreto”.