Colpa del carbone e dello shale gas più caro. Aumentano ancora le rinnovabili

Negli Usa aumentano del 2% le emissioni di Co2: ecco perché

[14 gennaio 2014]

Secondo l’Annual Energy Outlook – US Energy-Related Co2 Emissions – dell’Energy information administration (Eia), del Dipartimento dell’energia Usa, «Le emissioni di anidride carbonica (Co2) legate all’energia nel 2013 dovrebbero essere circa il 2% al di sopra del livello del 2012, soprattutto a causa di un piccolo aumento del consumo di carbone nel settore dell’energia elettrica», dovuto all’aumento dei prezzi del gas rispetto al carbone.

Infatti, il carbone negli Usa ha riacquistato alcune quote di mercato dopo che il boom del gas da scisti e del fracking  lo aveva spinto al livello più basso nel 2012, l’Eia avverte però che «L’impatto sui trend globali delle emissioni rimane abbastanza piccolo. Le emissioni nel 2013 sono poco più del  10% in meno rispetto ai livelli del 2005, un contributo significativo verso l’obiettivo di una riduzione del 17% delle emissioni  entro il 2020 rispetto al livello del 2005, che è stato adottato dalla attuale amministrazione. Questo livello di riduzione è destinato a continuare fino al 2015»,  quando l’Eia prevede un calo del 2,5% della CO2 emessa delle centrali elettriche, con l’entrata in vigore del Mercury and Air Toxics Standards che manderà in pensione diverse centrali a carbone obsolete.

L’Eia dice che  in totale nel 2013 le emissioni di Co2 da combustibili fossili sono aumentate del 2,1% rispetto all’anno precedente e che nel 2014 aumenteranno di un altro  0,7%, per poi fermarsi nel 2015.

Il rapporto sottolinea che negli Usa le emissioni di Co2 prodotte dalle attività energetiche sono diminuite in 4 dei sei anni  successivi al picco del  2007 e che nel 2012 hanno toccato il loro livello più basso dal 2005, con un meno 12%.

Dal 2005 al 2013, i principali driver energetici-economici del cambiamento del panorama energetico degli Usa sono stati: la debole crescita economica negli ultimi anni che ha  frenato la crescita della domanda di energia rispetto alle aspettative pre-recessione; Il continuo miglioramento dell’efficienza energetica in tutta l’economia, comprese le costruzioni ed i trasporti; I prezzi dell’energia elevati nel corso degli ultimi 4 anni, ad eccezione del gas naturale da circa il 2010; Un’abbondante e poco costosa fornitura di gas, derivante dalla diffusione di nuove e contestate tecnologie di produzione di shale gas,  come il fracking  e la trivellazione orizzontale;  La decarbonizzazione dell’industria energetica a partire dal 2010, con il gas  e le energie rinnovabili che hanno costretto alla chiusura diverse centrali a carbone.

Fortunatamente la crescita delle  energie rinnovabili negli Stati Uniti non si ferma: l’Eia  prevede che idroelettrico ed altre fonti rinnovabili utilizzate per produrre elettricità e calore, nel 2014 cresceranno di circa il 3% e nel 2015 i un altro 4,7%.  L’aumento de 2,2% dell’idroelettrico dsarà accompagnato da un 6,1%  delle altre rinnovabili. Le stime Eia  prevedono che nel 2014 l’eolico crescerà di un altro 8,8%  a circa 66 gigawatt (GW) e che nel 2015 il balzo in avanti sarà del  14,6% per un totale di più di 75 GW. La produzione di elettricità eolica aumenterà del 2,2% nel 2014 e dell’11,4% nel 2015, contribuendo a più del 5% della produzione totale di elettricità Usa entro la fine del 2015.

Anche la crescita dell’energia solare sarà  continua e robusta, anche se la quantità totale sul consumo Usa rimane piccola: circa lo 0,4% entro il 2015. La crescita dell’energia solare negli Usa si è storicamente concentrata sui singoli  impianti familiari di produzione distribuita  ed a livello di  utility  è decollata solo negli ultimi anni, ma sia nel 2012 che nel 2013 è raddoppiata in entrambi gli ambiti.  L’Eia prevede che  con i progetti in corso di realizzazione l’energia solare a livello di utility da qui al 2015 aumenterà di circa il 40%, con il fotovoltaico che rappresenterà  circa l’85% di questa crescita. Un boom dovuto al calo significativo di costi registrato negli  ultimi anni.  Il rapporto Eia ricorda che nell’ottobre l 2013 la Solana generation station, un impianto da 250 megawatt, in Arizona è diventato il primo grande solar thermal electric power plant ad entrare in attività dal  2007  e l’unico impianto solare termico operativo  con stoccaggio  termico integrato. L’Eia dice che nel 2014 saranno allacciati alla rete altri grossi impianti solari attualmente in costruzione.

Dopo la grande siccità del 2014, nel 2013 c’è stato un recupero anche dell’etanolo e del biodiesel. La produzione di biodiesel, che in media era di  64.000 bbl /d (1 miliardo di galloni all’anno) nel 2012 è salita al livello record di 101.000 bbl/d (132 milioni di galloni) ad ottobre 2013. La produzione di etanolo è aumentata da una media di 825.000 bbl/d nel dicembre del 2012  ai  920.000 bbl/d nel mese di dicembre 2013 e si prevede che arrivi  in media a 913.000 bbl /d nel 2014. La produzione di biodiesel media nel 2013 è stata di circa 87.000 bbl/d  nel 2014 e 2015 dovrebbe essere in media di 84.000 bbl /d.