Obiettivo 2030, la Sen e il futuro dell’energia italiana

Si è conclusa la IX Conferenza di Diritto dell’energia dedicata alla Strategia energetica nazionale

[12 aprile 2018]

«Gestire la transizione energetica al 2030 con l’uscita dell’Italia dal carbone al 2025 e un incremento delle fonti rinnovabili al 28% dei consumi energetici, comporterà un impegno che coinvolge tutti, dalle Istituzioni alle imprese, passando per giuristi e Autorità di regolazione». E’ quanto emerso in sintesi dalla IX Conferenza di Diritto dell’energia, promossa dal Gestore dei Servizi Energetici (Ges) e Università Roma Tre, in collaborazione con Utilitalia, la Federazione delle aziende operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas. Una conferenza che è riuscita a mettere tutti gli attori attorno al tavolo per trovare un piano d’azione comune, basato sulla Strategia energetica nazionale (Sen).

Il presidente del Gse, Francesco Sperandini, ha sottolineato che «Come nelle precedenti edizioni, il contributo di conoscenza e di propositività della Conferenza è di assoluta qualità. La Sen è un atto politico forte, acquisisce scenari globali e li traduce in cornici chiare per gli operatori ed è frutto di una concertazione totale, dove concertazione non significa condivisione. I sistemi energetici hanno obiettivi antagonisti (trade-off), ad esempio la sicurezza non si sposa sempre con la sostenibilità, né con la competitività. Per questo non è possibile “accontentare” tutti e d’altro canto la perfezione non è di questo mondo. Ogni opera è imperfetta e come tale le sue imperfezioni prestano il fianco a critiche, ma le critiche sono sterili se incapaci di proporre alternative con saldi netti, benefici/costi migliori. La Sen a mio avviso oggi resta la migliore soluzione per il sistema».

Per Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia, «Lla transizione ad un modello di produzione e consumo più sostenibile è un fatto positivo e il ruolo dell’Italia su questi temi è un motivo di orgoglio. Come utilities siamo impegnate sul territorio per supportare questa transizione e trasferire ai consumatori i benefici ambientali ed economici che ne derivano. Indipendentemente da quello che sarà il futuro assetto politico, dobbiamo avere un orizzonte normativo certo per investire in impianti, miglioramento delle infrastrutture, ricerca e innovazione, specie nei centri urbani, nei quali si concentra la maggioranza della popolazione e dove già si sta sperimentando un’innovazione che porta vantaggi ambientali ed economici direttamente nelle case dei cittadini».