I dati contenuti nella relazione della Commissione europea

Rifiuti radioattivi, all’interno dell’Ue se ne contano oltre 3 milioni di metri cubi

Secondo le stime, su 129 reattori ancora in funzione sono oltre 50 quelli che dovranno essere dismessi entro il 2025

[16 maggio 2017]

Resta ancora molto da fare per garantire la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Lo ammette la Commissione Ue nella sua relazione al Consiglio e al Parlamento europeo “sui progressi compiuti nell’attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM e su un inventario dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito e le prospettive per il futuro”.

La direttiva, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, prevede, infatti la presentazione ogni tre anni  della relazione in materia da parte della Commissione.

La relazione odierna si basa sulle informazioni messe a disposizione nelle relazioni di tutti gli Stati membri, sui programmi nazionali definitivi di 22 Stati notificati al 30 settembre 2016 (Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito) e sui progetti di programmi nazionali di 5 Stati membri (Austria, Croazia, Repubblica ceca, Italia, Portogallo).

Tutti gli Stati membri generano rifiuti radioattivi e, di questi, 21 gestiscono anche il combustibile esaurito sul loro territorio. Un rifiuto radioattivo, infatti, deriva dalla produzione di energia elettrica in centrali nucleari o da altri utilizzi di materiali radioattivi per scopi medici, di ricerca, industriali e agricoli. Il combustibile esaurito, invece, è il combustibile nucleare che è stato rimosso permanentemente dal nocciolo di un reattore a seguito di irradiazione e non più utilizzabile nella sua forma attuale. È generato dallo sfruttamento dei reattori nucleari per la produzione di energia e per scopi di ricerca, formazione e dimostrazione. Al fine di gestire il combustibile esaurito, gli Stati membri possono scegliere o di recuperare parte del materiale attraverso il riprocessamento o, in teoria, di smaltire il combustibile esaurito direttamente, mediante riclassificazione in “rifiuti ad alta attività”. Sulla base delle loro proprietà radiologiche e dei rischi potenziali, i rifiuti radioattivi, infatti sono generalmente classificati in rifiuti a “bassissima”, “bassa”, “media” o “alta” attività. Attualmente tutto il combustibile esaurito presente nell’Ue è stoccato, in quanto non esiste al mondo alcuna struttura di natura civile per lo smaltimento di combustibile esaurito che sia al momento operativa. Alla fine del 2013 nell’Ue erano stoccate oltre 54 000 tHM di combustibile esaurito. Circa 800 tHM di combustibile esaurito (pari a circa l’1,5% dell’inventario totale) è stato stoccato in un paese terzo in attesa di riprocessamento dei materiali che, così trattati, rientreranno nell’Ue dopo il 2017.

Sebbene alcuni Stati membri pratichino e abbiano praticato in passato il riprocessamento del combustibile esaurito, la maggior parte degli Stati membri che gestiscono centrali nucleari intendono in futuro collocare il combustibile esaurito in depositi geologici di profondità senza sottoporlo a riprocessamento. E questo può condurre a un aumento del volume dei rifiuti altamente radioattivi da stoccare e da smaltire.  Comunque sia il combustibile esaurito è destinato a diventare un rifiuto per questo la gestione del combustibile esaurito deve essere trattata congiuntamente alla gestione dei rifiuti radioattivi.

Dunque, l’inventario totale stimato di rifiuti radioattivi nel territorio dell’Ue è di 3.313.000 m3, di cui il 70% circa è stato smaltito (2 316 000 m3), e circa il 30% è stato stoccato in deposito temporaneo (997 000 m3). La composizione principale del volume totale di rifiuti radioattivi risulta: 74% di rifiuti a bassa attività, 15% di rifiuti ad attività molto bassa, 10% rifiuti a media attività e 0,2% di rifiuti ad alta attività. I rifiuti a media ed alta attività sono generati e stoccati nell’Ue soprattutto negli Stati membri dotati di programma nucleare.

Ciascuno Stato membro rimane libero di definire il proprio mix energetico. Quindi, al momento delle relazioni trasmesse dagli Stati membri, vi erano 129 reattori nucleari in funzione in 14 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Spagna, Svezia, Slovenia, Slovacchia, Regno Unito. Lituania e Italia hanno chiuso i loro reattori) con una capacità totale di circa 120 GWe e un tempo medio di esercizio di 30 anni. Secondo le stime del Programma indicativo per il settore nucleare, oltre 50 dei reattori attualmente in esercizio nell’Ue dovranno essere dismessi entro il 2025, mentre sono previsti nuovi progetti di costruzione in 10 Stati membri e 4 reattori sono attualmente in costruzione in Finlandia, Francia e Slovacchia. Ciò porterà ad un incremento nel volume di rifiuti radioattivi e di combustibile esaurito generati che dovranno essere gestiti in modo responsabile e sicuro anche oltre il presente secolo.

La disattivazione di centrali nucleari diventerà un’attività sempre più importante per l’industria nucleare europea nei prossimi anni a motivo dell’invecchiamento del parco nucleare; inoltre si rendono necessari anche investimenti per sostituire gli impianti nucleari esistenti, come dimostrato nel programma indicativo per il settore nucleare. Ciò avrà un impatto significativo sui quantitativi di rifiuti radioattivi generati, in particolare i rifiuti a bassa e bassissima attività, che dovrebbero pertanto essere presi in considerazione al momento di pianificare gli impianti di smaltimento e di stoccaggio. La gestione sicura e responsabile dei rifiuti a media e alta attività è problematica in termini di disponibilità di sufficiente capacità di stoccaggio a lungo termine e di sviluppo di soluzioni sostenibili di smaltimento.