Riceviamo e pubblichiamo

Rifiuti radioattivi, che fine ha fatto la lista dei siti per il deposito nazionale?

Ferrante (Green Italia): «Tempo scaduto, il governo doveva renderla nota il 20 agosto»

[10 settembre 2015]

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I cittadini italiani da mesi vedono passare in televisione spot e leggono intere paginate pubblicitarie sui giornali di una affascinante quanto sostanzialmente inutile campagna pubblicitaria da 3,2 milioni di euro, che ‘promuove’ il futuro deposito nazionale di rifiuti radioattivi, ma senza dire dove saranno destinate le scorie.

Ci domandiamo  quale siano i motivi che impediscono ai ministri Guidi e Galletti di rendere noti i nomi delle località individuate, considerato che i rispettivi ministeri hanno ufficialmente affermato che il 20 agosto – quasi tre settimane fa –  sarebbe stato dato il nulla osta alla pubblicazione della Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee), dopo la verifica tecnica già effettuata da tempo da Ispra. Alla faccia della trasparenza e del processo di ampia consultazione pubblica tanto sbandierato.

Entro il 20 agosto la proposta doveva essere declassificata e subito pubblicata sul sito web di Sogin, contente la lista contenente tra i 50 e i 100 siti distribuiti su più di tre regioni. Non si comprende francamente quali possano essere a questo punto le ragioni del ritardo, o peggio le motivazioni che impongono ancora un’esigenza di segretezza, se non la paura di non saper gestire il vero confronto pubblico su una scelta così delicata. Il nulla osta dei ministri darà il via alla fase della consultazione pubblica, dunque occorre mettere rapidamente i territori in condizione di discutere su fatti concreti.

di Francesco Ferrante, responsabile energia e green economy di Green Italia