Tap, il Parlamento Ue “preoccupato” per l’uso di fondi europei. La Bei non doveva finanziarlo

M5S: «Approvata nostra relazione, vittoria per l'ambiente e la Puglia»

[3 maggio 2018]

Nella relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti (Bei), scritta dal Movimento 5 stelle e approvata oggi  in aula in plenaria dal Parlamento europeo, gli europarlamentari esprimono «preoccupazione per il finanziamento da parte della Bei» degli investimenti, del progetto del Tap (Trans Adriatic Pipeline) perché il «gasdotto transadriatico non rispetta, in misura diversa nei paesi di transito (Grecia, Albania a Italia, le norme ambientali e sociali minime»,

Il gruppo europeo del M5S sottolinea che nella relazione, si esprime una ferma condanna nei confronti del Tap, «ritenuto non idoneo per un investimento da parte della Bei» e che secondo il Parlamento europeo non «dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale».

Il Movimento 5 Stelle spiega che «La relazione, in linea generale, sottolinea la necessità per la Bei di promuovere attività finanziariamente sostenibili, puntando maggiormente sulla piccole e medie imprese».

Il 23 aprile il Country Managerdel Tap, Michele Mario Elia, e alcuni tecnici avevano accompagnato la senatrice M5S Daniela Donno e i deputati penta stellati Diego De Lorenzis e Leonardo Donno, insieme al Sindaco di Melendugno Marco Potì, in una visita alle aree dove sono in via di ultimazione è in corso i lavori i lavori di recinzione di un segmento del tracciato a terra del gasdotto, il “cluster 5”, nel quale varranno espiantati 448 ulivi. La delegazione parlamentare italiana del Movimento 5 Stelle aveva asstito alla fase di preparazione all’espianto temporaneo degli ulivi e, come si legge in un comunicato Tap,  aveva ricevuto spiegazioni  «sulle tecniche di preparazione all’espianto e le cure che gli ulivi riceveranno fino al loro reimpianto nel luogo d’origine, insieme alle tecniche di ripristino del paesaggio, in particolar modo dei muretti a secco».

Spiegazioni che evidentemente non hanno fatto cambiare opinione ai parlamentari M5S. Infatti Marco Valli, eurodeputato M5s e autore della relazione anti-Tap-Bei, evidenzia che «Con questo atto, chiediamo maggiori risorse per le Pmi, più trasparenza sugli appalti e maggiore addizionalità ambientale e sociale per i progetti finanziati. La relazione tra l’altro critica direttamente il prestito al Tap, progetto che non andrebbe finanziato specialmente da una banca pubblica. Auspichiamo che la Bei segua con attenzione le indicazioni del Parlamento».

Soddisfatta anche l’eurodeputata pugliese del M5s, Rosa D’Amato: «Da tempo chiedo alla Bei di rivedere le sue scelte in tema di finanziamento all’industria fossile e in particolare al Tap. Ma la banca si è ostinata a voler finanziare il gasdotto nascondendosi dietro il paravento dell’approvvigionamento di gas, che non è certo una fonte rinnovabile, senza tenere debitamente conto delle esternalità sociali, economiche e ambientali e infischiandosene dei potenziali rischi per la popolazione locale».