Ue: trasporti aerei e marittimi devono diventare più verdi. Ma su strada domina ancora il diesel

Due rapporti Eea affrontano le grandi sfide per la riduzione degli impatti ambientali dei trasporti

[31 gennaio 2018]

Oggi l’European environment agency (Eea) ha pubblicato due rapporti sul settore dei trasporti in Europa. Al centro del rapporto “Transport and Environment Reporting Mechanism (TERM)”  ci sono i trasporti aerei e marittimi e l’Eea sottolinea che «I due settori hanno visto un’enorme crescita negli anni passati, a fronte di un aumento della crescita economica, che ha stimolato il commercio e i viaggi internazionali».  Anche per questo aviazione e trasporti marittimi sono stati sottoposti a un controllo più attento sulle loro emissioni in aumento e su come possono raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione europea.

Il rapporto spiega che «Si prevede che, entro il 2050, insieme l’aviazione e i trasporti marittimi globali contribuiranno a quasi al 40% delle emissioni globali di biossido di carbonio, a meno che non vengano intraprese ulteriori azioni di mitigazione. Inoltre, il trasporto, compreso il trasporto aereo e marittimo, continua ad essere una fonte significativa di inquinamento atmosferico. È anche la principale fonte di rumore ambientale in Europa e contribuisce a una serie di pressioni ambientali sugli ecosistemi».

Aviazione e trasporti marittimi stanno quindi affrontando sfide complesse per ridurre i loro impatti ambientali, ma il rapporto evidenzia molti settori sono fermi a modalità operative consolidate che possono essere difficili da cambiare: «Ad esempio, i precedenti investimenti in infrastrutture aeroportuali e marittime convenzionali possono ritardare l’adozione di tecnologie e opportunità più sostenibili per incoraggiare modi di trasporto alternativi più puliti, come la ferrovia, per viaggi più brevi. Allo stesso modo, la lunga durata di vita di aeroplani e navi può ostacolare un passaggio più rapido verso tecnologie più pulite». Tra gli altri ostacoli da superare figurano lae scarse  ricerche sui carburanti più puliti sia per gli aerei che per le navi, ma anche i costi legati alla produzione di questi carburanti alternativi.

Ma questo è dovuto anche al fatto che  sia l’aviazione che i trasporti marittimi beneficiano di significative esenzioni fiscali sui combustibili fossili, che possono costituire un’ulteriore barriera ai cambiamenti. Per questo l’Eea dice che «Le misure per ridurre gli impatti futuri dei trasporti sull’ambiente devono anche assumere una prospettiva olistica e considerare come la domanda di servizi di trasporto convenzionali possa essere efficacemente gestita nel contesto dello sviluppo globale complessivo».

Il rapporto TERM evidenzia le opportunità disponibili per i trasporti aerei e marittimi di  ridurre il loro impatto ambientale e sottolinea che «I governi hanno un ruolo chiave da svolgere, sostenendo gli investimenti nella ricerca, le norme sui prodotti e le sovvenzioni per le nuove tecnologie emergenti e per stimolare la condivisione di dati e informazioni sulla redditività delle nuove tecnologie. Anche gli sforzi per promuovere il dibattito sui viaggi sostenibili e sul comportamento dei consumatori e le modifiche agli stili di vita e sulle abitudini di trasporto possono contribuire a lungo termine a ridurre le emissioni di carbonio e altri impatti associati al trasporto aereo e marittimo».

L’altro rapporto “Fuel quality in the EU in 2016” conferma quanto denunciato in questi giorni anche in Italia dalle associazioni ambientaliste: «L’uso del gasolio continua a dominare in tutta l’Ue». Secondo i dati pubblicati oggi dall’Eea, «Nel 2016, il 71,8% (257, 206 milioni di litri) di vendite di carburanti nell’Ue erano diesel e il 28,2% (100 838 milioni di litri) erano  benzina. Le vendite di gasolio sono aumentate del 3,8% rispetto al 2015, mentre le vendite di benzina sono rimaste pressoché invariate».

Il rapporto sulla qualità del carburante fornisce l’ultimo aggiornamento annuale sui volumi e sulla qualità della benzina e del diesel utilizzati per il trasporto su strada. Ogni anno gli Stati membri dell’Ue segnalano tali informazioni in base ai requisiti stabiliti nella direttiva sulla qualità dei carburanti.