Il governo contro la legge urbanistica Toscana, Rossi: «Nessuna limitazione alla libera concorrenza»

Il centro-destra: ora il ritiro del Piano Paesaggistico

[29 dicembre 2014]

Il governo ha impugnato la nuova legge regionale sul governo del territorio della  Regione Toscana e, secondo le ultime notizie, nel mirino sarebbero gli articoli 25, 26, 27, 207 e 208 a presentare profili di incostituzionalità, I primi tre articoli riguardano le previsioni urbanistiche in materia di medie e grandi strutture di vendita che riprodurrebbero meccanismi di tutela degli esercizi di vicinato e quindi costituirebbero un ostacolo alla libera concorrenza.

Mentre il centro-destra esulta e, già che c’è, chiede di buttare nel cassonetto della spazzatura il Piano Paesaggistico della Regione, ma arriva immediata la risposta del presidente della Regione Enrico Rossi: «Non intendiamo affatto limitare la libera concorrenza. Su questo punto la nostra posizione è nota: non intendiamo affatto limitare la concorrenza ma piuttosto, attraverso motivazioni urbanistiche, favorire una presenza razionale del commercio sul territorio, tale da evitare squilibri ambientali e impatti insostenibili sul piano delle infrastrutture. D’altra parte lo stesso Osservatorio nazionale sui prezzi ha indicato la Toscana come la regione dove, proprio grazie a questa politica, si sono prodotti i maggiori vantaggi per i consumatori. Rispetto poi agli articoli 207 e 208, pare che la critica riguardi la previsione di sanzioni per alcune tipologie di abuso antecedenti il 1967 che, a giudizio del governo, dovrebbero essere sempre demoliti, mentre per la norma regionale a dover essere abbattuti sono solo quelli per cui il Comune ravvisa un evidente contrasto con l’interesse pubblico. Si tratta in tutta evidenza di due questioni di dettaglio che non inficiano la nostra legge urbanistica: la più rivoluzionaria che si stata fatta in Italia, stabilendo il consumo zero del territorio per nuove edificazioni».

Secondo Alberto Magnolfi, presidente del gruppo regionale del Nuovo Centro-Destra, è «Una bacchettata bene assestata dal Governo Renzi che colpisce i punti sensibili della nuova legge urbanistica della Regione. Quella di Renzi è una denuncia dei residui di dirigismo burocratico che caratterizzano le scelte della Giunta regionale. È uno scontro che investe temi identitari tra visioni politiche profondamente diverse. Ciò avviene nel giorno stesso in cui Rossi rilancia anche per la riforma della sanità un disegno accentratore che tende a sottomettere al rigido controllo di fiduciari politici l’intero mondo della sanità regionale compreso quello universitario».
Rossi risponde anche alle critiche avanzate dagli esponenti dell’opposizione e ribadisce che «Il legame del ricorso annunciato dal governo con il piano del paesaggio è logicamente indimostrabile e di nessun rilievo, frutto solo della strumentalizzazione politica che si è voluta fare di questa importante delibera della legge regionale sulla quale si è avuta, dopo un intenso lavoro di confronto, piena convergenza con il mondo agricolo».

Il presidente della Toscana conclude: «Non appena prenderemo visione del testo completo dei rilievi di costituzionalità alla nostra legge urbanistica, annunciato per il 12 gennaio, chiariremo la nostra posizione sugli articoli oggetto di osservazione».