Striscioni a Napoli sul Maschio Angioino e a Ferrara

Greenpeace, mobilitazione per liberare Cristian e gli altri dell’Arctic Sunrise dalle galere russe

La piattaforma Prirazlomnaya già in produzione a dicembre

[4 ottobre 2013]

«Liberare Cristian e gli altri 29 uomini che erano a bordo dell’Arctic Sunrise fino allo scorso 19 settembre, quando la Guardia Costiera russa ha abbordato illegalmente e sequestrato la nave rompighiaccio di Greenpeace in acque internazionali, in seguito a una protesta della nave contro le trivellazioni petrolifere della piattaforma di Gazprom».E’ questo l’obiettivo dichiarato dei  tre giorni di mobilitazione promossi da Greenpeace e che domani vedranno proteste e manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo.

Stamattina a Napoli, la città di Cristian D’Alessandro, uno dei 30 attivisti di Greenpeace accusati di pirateria dagli inquirenti russi,  è stato srotolato un enorme striscione sul castello del Maschio Angioino con su scritto “Liberate Cristan. #FreeTheArctic30”. Invece a Ferrara, a piazza del Municipio,  gli attivisti di Greenpeace hanno  aperto un altro striscione, con l’obiettivo di stimolare la stampa di tutto il mondo, riunita a Ferrara per il Festival di “Internazionale”, ad occuparsi di questo scandaloso caso giudiziario.

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia,  sottolinea  che  «Cristian D’Alessandro è un giovane generoso che ha deciso di unirsi alle missioni di Greenpeace per salvare l’Artico. La sua colpa? Quella di aver ascoltato la sua coscienza. Quella di aver deciso di mettere sé stesso in prima linea per il bene del pianeta e dei popoli che lo abitano».

L’associazione ambientalista ricorda che «L’accusa di “pirateria” rivolta ai 30 attivisti di Greenpeace, ritenuta ingiustificata da diversi esperti di diritto internazionale, potrebbe costare loro 15 anni di prigione. Dal 24 settembre gli attivisti sono trattenuti in strutture di detenzione preventiva intorno alla città di Murmansk».  Per questo Greenpeace chiede al governo italiano di «Sostenere l’azione del governo olandese presso il Tribunale Internazionale previsto dalla Convenzione Onu  sul diritto del mare».

Per chiedere la liberazione dei 30 attivisti detenuti in Russia si stanno mobilitando Premi Nobel,  Ong come Amnesty International e Human Rights Watch e anche artisti. Domenica la rassegna di pianoforte “Piano City”, che si svolge a Napoli, dedicherà due concerti a Cristian e a questa campagna.

Intanto Gazprom dice che la sua piattaforma offshore Prirazlomnaya di perforazione nell’Artico oggetto del blitz di Greenpeace inizierà a pompare greggio entro la fine dell’anno.

Alexander Dyukov, il capo di Gazprom Neft,  ha detto che «La produzione di petrolio potrebbe iniziare alla fine dell’anno, nel mese di dicembre».

Secondo il sito internet della Shelf Gazprom Neft «Scoperto nel 1989, il campo petrolifero di di Prirazlomnaya si trova al largo della costa settentrionale della Russia, a una profondità di circa 20 metri e le sue riserve totali sono ritenuti pari a 72 milioni di tonnellate di petrolio».

I piani annunciati da Gazprom Neft Shelf, la controllata Gazprom Neft  che gestisce la piattaforma, la Prirazlomnaya, prevedono di produrre circa 140.000 tonnellate di petrolio nel 2013, e tra 500.000 e le  600.000 tonnellate nel 2014. «Oggi stiamo lavorando per il collaudo e l’avviamento di impianti e attrezzature, e  siamo alla perforazione dei primi pozzi di produzione».

A quanto pare i “pirati” di Greenpeace non hanno fatto tutti quei danni che dicono i russi che li hanno abbordati armi alla mano ed arrestati.