M5S: «Senza strumenti adeguati di sostegno è semplicemente impossibile da realizzare»

Agenzie ambientali, sì del Senato. Realacci: «Controlli trasparenti e uniformi su tutto il territorio»

Legambiente: «Non si perda più tempo, la Camera approvi in via definitiva e in tempi brevi il ddl»

[19 maggio 2016]

Agenzie ambientali

Ermete Realacci (PD), presidente della Commissione ambiente della Camera,  ha annunciato sulla sua pagina Facebook che «Finalmente, a due anni dal via libera di Montecitorio, il Senato ha approvato il ddl di riforma delle Agenzie Ambientali che mira a rafforzare, rendere trasparenti e uniformi su tutto il territorio nazionale i controlli ambientali per tutelare cittadini e ambiente, dare certezza a italiani e imprese, favorire un’economia pulita. Il Senato ha modificato il testo introducendo la clausola di invarianza finanziaria su richiesta della Commissione Bilancio e una correzione formale. Alla Camera cercheremo di approvare rapidamente in via definitiva questa riforma che serve al Paese e già da martedì prossimo inizierà il suo esame. Il testo nasce da una mia proposta di legge, unificata con quelle analoghe dei colleghi Bratti e De Rosa, per dare efficacia e trasparenza ai controlli. Insieme alla legge sugli ecoreati e a Collegato ambientale, la riforma delle Agenzie ambientali rafforzerà le politiche ambientali del Paese».

Realacci spiega che «Il provvedimento propone un riordino delle agenzie per la protezione dell’ambiente e l’istituzione di un Sistema nazionale per rafforzare i controlli in Italia, garantirne l’efficacia, l’autorevolezza e renderli omogenei in tutto il Paese, grazie anche all’introduzione dei ‘livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali’. Il principio di riferimento è quello del “chi inquina paghi”. In questo contesto l’Ispra ha un ruolo centrale e, oltre ai compiti di indirizzo e coordinamento, è competente anche per la realizzazione e la gestione del sistema informativo nazionale dell’ambiente. Una banca dati ambientale aperta e accessibile a tutti i cittadini.  La riforma delle Agenzie Ambientali è un passo avanti per un’Italia che guarda al futuro e punta su qualità, ambiente e innovazione».

In qualità di presidente della commissione Ambiente della Camera, Realacci sottolinea inoltre che «c’è l’impegno della Commissione Ambiente a valutare in tempi rapidi il disegno di legge sulla riforma delle agenzie ambientali, votato ieri al Senato, in modo da poterlo varare definitivamente.  La necessità di un monitoraggio efficace è ormai un’esigenza inderogabile per poter intervenire a tutela dell’ambiente e del territorio, sia a livello di prevenzione che di repressione. Sino ad oggi abbiamo dovuto fare i conti con la disomogeneità delle varie agenzie operanti nelle regioni italiane: per risorse, competenze, organizzazione e linee guida. Con la riforma si rendono uniformi le procedure per i controlli, si avviano un potenziamento e un raccordo fra le diverse strutture, si definisce una cabina di regia in grado di sviluppare linee strategiche di intervento e si fa partire il sistema informativo nazionale che sarà gestito dall’Ispra».

Non la pensano esattamente come Realacci i senatori del Movimento 5 Stelle: «Il testo sulle Agenzie ambientali avrebbe tutta la potenzialità di rendere maggiormente trasparente, credibile e forte il sistema dei controlli ambientali. Peccato che dopo un insabbiamento al Senato il governo abbia ribadito che non ci saranno soldi da investire. Insomma da un lato c’è un bel progetto pretenzioso, dall’altro manca il piano finanziario, come dire è un bel progetto sulla carta. Senza strumenti adeguati di sostegno tutto ciò si renderà semplicemente impossibile da realizzare».

Secondo la senatrice del Movimento 5 Stelle Paola Nugnes, «Gli spostamenti temporali circa la discussione del testo sono stati dovuti al parere della V Commissione Bilancio, a causa dell’ostilità del Ministero dello Sviluppo Economico. Hanno preteso un emendamento su quella che è la “clausola di invarianza di bilancio”, anche se nel disegno di legge questo aspetto è dichiarato. Per inciso, colleghi della Camera ci hanno raccontato che questa richiesta del Mise fu già affrontata dalla Camera che provvide in Commissione  ad inserirlo nel DDL  (la burocrazia è una guerra non dichiarata, o meglio la vera guerra dichiarata è quella del Governo al Parlamento). Hanno voluto quindi, attraverso il relatore, inserire questo emendamento che ribadisce questa invarianza. A questo punto sono stati presentati tutti gli emendamenti, anche quelli delle opposizioni. Emendamenti che però sono stati tutti bocciati… tranne uno, quello dettato dal Mise sull’invarianza economica. Questo comporta che nonostante non siano stati approvati necessari ed importanti emendamenti delle opposizioni il provvedimento sull’Istituzione del Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali dovrà tornare alla Camera per una ulteriore valutazione ed approvazione. Blindata così, da un punto di vista economico, la rete nazionale non riuscirà a portare nessunissimo cambiamento reale».

I pentastellati ricordano che «Solo pochi mesi fa le organizzazioni e le associazioni ambientaliste si erano espresse per procedere rapidamente all’Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale:“Un passo fondamentale da compiere per migliorare il contrasto delle illegalità e aumentare il livello dei controlli ambientali”. “Un altro importante passo in avanti per le politiche ambientali in questo Paese”» e la Nugnes conclude: «L’Istituzione del Sistema Nazionale delle Agenzie Ambientali sarebbe stato un tassello importantissimo per dare forza al nuovo quadro normativo delineato dalla legge 68/2015 sugli Ecoreati, un ulteriore passo in avanti verso il completamento del quadro normativo in materia di protezione ambientale.Purtroppo questo Governo e questa maggioranza continuano imperterriti in una politica che non fa altro che mortificarlo l’ambiente e di conseguenza anche la salute dei cittadini».

Per la Presidente di Legambiente, Rossella Muroni, quella che arriva dal Senato è una buona notizia, ma condivide alcune delle perplessità del M5S: «E’ un provvedimento che punta ad una migliore uniformità dell’azione delle Agenzie regionali protezione ambiente sul territorio, anche se non risolve definitivamente tutti i problemi della rete dei controlli pubblici. Purtroppo l’incomprensibile modifica apportata oggi al testo da Palazzo Madama sull’invarianza dei costi per lo Stato, rispedirà il provvedimento alla Camera. Questo causerà un ulteriore dilatamento dei tempi per sanare una situazione che, è bene ricordare, vede diverse Agenzie regionali non essere in grado di fare analisi alle ciminiere delle industrie, ai tubi di scarico dei reflui industriali o di eseguire i controlli a sorpresa presso impianti produttivi di qualsiasi tipo, come previsto da una legge approvata oltre 20 anni fa. Si tratta di una grave anomalia che il Paese non può più permettersi ed è per questo che auspichiamo che la Camera approvi in via definitiva e in tempi brevissimi il ddl. Il Paese attende da troppo tempo questa legge che darebbe un apporto importante al miglioramento dei controlli pubblici sul territorio nazionale e contribuirebbe anche ad una migliore applicazione della legge sugli ecoreati».

La presidente del Cigno Verde sottolinea che «Con la legge sulle agenzie ambientali, dopo quella sugli ecoreati del maggio 2015 e il collegato ambientale dello scorso dicembre, potremo contare sulla terza norma importante di iniziativa parlamentare sui temi ambientali. Anche in questo caso si tratta di provvedimento trasversale nato dai disegni di legge presentati dai parlamentari Pd Ermete Realacci e Alessandro Bratti e Massimo De Rosa del M5S. I prossimi anelli della catena da realizzare per liberare il Paese dalla zavorra delle illegalità ambientali e per promuovere la riconversione ecologica sono la legge sul consumo di suolo, il riordino della legge 394 sulle aree protette, quelle contro le agromafie e contro i delitti contro gli animali. È poi fondamentale procedere rapidamente alla costituzione di una grande polizia ambientale diffusa sul territorio partendo dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato, e approvare una norma per snellire le procedure per abbattere le costruzioni abusive».