Associazioni contro pesticidi: Governo italiano metta al bando il glifosato

Il Piano supporti l’agricoltura pulita, invece di spingere l'uso sostenibile dei pesticidi

[2 aprile 2015]

Il Tavolo delle Associazioni contro i pesticidi denuncia che «Invece di avviare la procedura per mettere al bando il glifosato, dopo che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC)  ne ha decretato la “probabile cancerogenicità”, il nostro Governo si avvia a discutere e mettere in atto un piano di azione nazionale “per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” che ne prevede ampio uso anche per pratiche definite “sostenibili” e che saranno finanziate  dai nuovi PSR. A denunciarlo è il Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica di cui fanno parte 14 associazioni nazionali».

Il Tavolo – del quale fanno parte: Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio e Wwf –  ricorda che «Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo. Dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte solo negli Stati Uniti. Oggi, inoltre, è il fitofarmaco più collegato alle coltivazioni Ogm. Per questo Monsanto, la multinazionale che lo produce sotto il marchio commerciale di RoundUp, ha definito il rapporto dello IARC (che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)“scienza spazzatura” e pochi giorni fa ha chiesto all’Organizzazione mondiale per la sanità il ritiro del rapporto».

Lla portavoce del Tavolo Maria Grazia Mammuccini  dice che si tratta di «Una reazione di panico giustificata dagli enormi guadagni portati  dall’erbicida alla multinazionale. Il nostro Paese e l’Unione europea devono rispondere ad altri interessi cioè agli interessi di milioni di agricoltori esposti direttamente all’uso del glifosato e alle centinaia di milioni di cittadini che nel continente consumano prodotti trattati con questo pesticida».

Per ora il nostro governo non ha raccolto  nessuna richiesta del mondo delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che spiegano: «Nel Piano di azione nazionale  non sono previste azioni concrete per ridurre l’uso dei pesticidi e invece di favorire la diffusione di  pratiche che non ne fanno uso come l’agricoltura biologica e biodinamica sostenendo gli agricoltori verso la conversione, si lavora solo per garantire l’obbligo di rispettare le prescrizioni in etichetta con un approccio che alla fine porterà come sempre un nuovo peso economico e burocratico sulle spalle degli agricoltori senza eliminare nessun pesticida».

Secondo un dell’Ispra uscito a febbraio, l’Italia è il maggiore consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con valori doppi rispetto a Francia e  Germania. Nelle acque si trovano importanti tracce di molte sostanze: «175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008 – dicono quelli del tavolo Pan –  E le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosato e i suoi metaboliti, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina».

Per il 14 aprile, i ministeri delle politiche agricole, della salute e dell’ambiente e il CNR hanno organizzato il convegno “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: coordinamento, ricerca e innovazione” e nessuna associazione agricola fa parte del panel dei relatori e la Mammuccini rivolta al governo chiede: «Vogliamo veramente programmare un uso sostenibile di probabili cancerogeni? Oppure, come sta accadendo in questi giorni in Olanda e come Francia e Brasile si accingono a fare, vogliamo mettere al bando perlomeno quelli probabilmente cancerogeni come il glifosato ed applicare davvero il principio di precauzione  per salvaguardare le condizioni di vita e di lavoro e per evitare l’insorgere di altri tumori?».