Gli uccelli sporchi rivelano la storia dell’’inquinamento dell’aria negli Usa

La fuliggine sulle piume degli uccelli cambia i dati su inquinamento atmosferico e cambiamento climatico

[10 ottobre 2017]

Shane DuBay e Carl  Fuldner dell’università di Chicago, hanno  misurano il black carbon  depositatosi sulle piume di 1.300 allodole, picchi e passeri vissuti durante il secolo scorso e ne è venuto fuori il sorprendente studio “Bird specimens track 135 years of atmospheric black carbon and environmental policy” pubblicato su  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) che  fornisce l’immagine più completa della stori delle qualità dell’aria statunitense dall’epoca industriale ad oggi. Uno studio che migliora anche la nostra comprensione sulla storia del cambiamento climatico storico.

il black carbon, il componente principale del fuliggine, viene creato dalla cattiva combustione dii combustibili fossili come il carbone che produce l’aria sporca che alla fine del XIX secolo, con il boom dell’industrializzazione in  Europa e negli Usa, divenne un enorme problema. Le città vennero presto soffocate d uno smog venefico frutto della  combustione non regolamentata del carbone nelle case e nelle fabbriche.

Ormai da decenni si è capito che il black carbon  ha un pesantissimo impatto sulla salute delle persone che vivono nei centri urbani, ma solo negli ultimi anni gli scienziati hanno capito quale si il ruolo che svolge nel cambiamento climatico: quando viene immesso nell’atmosfera il black carbon assorbe la luce solare e aumenta il riscaldamento dell’atmosfera. Quando si deposita sul terreno, aumenta la velocità di scioglimento della neve e del ghiaccio ed è un delle cause della perdita di ghiaccio nell’Artico.

Per i ricercatori statunitensi era molto difficile trovare record accurati sulla quantità di black carbon emesso alla fine del XIX secolo nella manufacturing belt Usa, intorno a Chicago, Detroit e Pittsburgh. Questo nuovo studio risolve il problema in maniera insolita, utilizzando le piume degli uccelli come bioindicatori per quantificare il livello di fuliggine in quest’re degli Usa negli ultimi 135 anni.

DuBay, Fuldner e i loro collabortori hanno setacciato le collezioni ornitologiche nei musei di storia naturale della manufacturing belt   e hanno prelevato campioni di black carbon rimesto intrappolato nelle piume e nelle ali degli uccelli mentre volavano nell’aria fumosa della rivoluzione industriale. Hanno così potuto stimare con precisione la quantità di fuliggine su ogni uccello, fotografando i f diversi esemplari e misurando la quantità di luce che riflettevano.

DuBay, che lavora anche al  Field Museum of Natural History di Chicago, spiega a BBC News: «Siamo entrati nelle collezioni di storia naturale e abbiamo visto che gli uccelli di 100 anni fa erano sporchi, erano coperti di fuliggine. Abbiamo visto che gli uccelli del presente erano più puliti e sapevamo che a un certo punto nel tempo gli uccelli si sono ripuliti: quando lo abbiano fatto il nostro primo passaggio di analisi utilizzando la riflessione, abbiamo detto wow, abbiamo una precisione incredibile».

Lo studio di oltre 1.000 uccelli dimostra che i livelli di black carbon negli Usa hanno raggiunto il picco nel primo decennio del 1900 e che l’aria alla fine del secolo era peggiore di quanto si credesse in precedenza. Le piume degli uccelli dimostrano anche che durante la grande depressione negli Usa era calato l’uso del carbone e che c’è stato un nuovo boom durante la seconda guerra mondiale, poi ha cominciato a diminuire a lungo termine, dopo che sono arrivati nuovi combustibili come il gas per riscaldare le case e si è cominciato a utilizzare tipi di carbone meno inquinanti.

Lo studio ha quindi definito una storia molto più accurata dell’inquinamento atmosferico nell’are industriale degli Usa, ma indica anche che gli attuali inventari delle emissioni sottovalutano i livelli atmosferici di black carbon nella manufacturing belt.

DuBay ha spiegato ancora  BBC News: «La grande scoperta e le implicazioni del nostro studio è che stiamo riscontrando concentrazioni relative di black carbon atmosferico che sono superiori a quanto precedentemente stimato da altri metodi. Questo ci aiuta a definire  e informare come comprendere il ruolo relativo del black carbon nel clima del passato e a comprendere come possiamo modellare in modo più accurato gli scenari climatici futuri».

DuBay e Fuldner sono convinti che, dopo averlo affinato, questo nuovo approccio possa essere adattato per utilizzarlo in altre parti del mondo industrializzato.

Fuldner ha detto  BBC News: «Siamo molto entusiasti delle prospettive di ampliare il progetto nel Regno Unito che ha una storia industriale più lunga e anche una più lunga storia di collezioni di storia naturale. Alcune risorse del Regno Unito risalgono a molto più lontano nel tempo, quindi i risultati che potremmo avere con uno studio comparativo sarebbero molto eccitanti».