Smog a Pechino: vietato bruciare le foglie

La municipalità: «Indispensabile trasformare i rifiuti vegetali in concime o in biocombustibili.

[30 marzo 2015]

Ormai la megalopoli di Pechino  ed i dintorni della capitale cinese sono costantemente sotto una cappa di smog più o meno venefica e per risolvere questo grosso problema derivato da una crescita tanto veloce quanto insostenibile, le stanno provando di tutte, tanto che da qualche giorno è vietato completamente bruciare le foglie, una pratica di trattamento dei rifiuti vegetali molto diffusa in Cina che ricorda ancora il suo freschissimo passato di Paese prevalentemente rurale.

Ad annunciare il bando totale per i fuochi all’aperto è stato l’ufficio dei parchi e delle foreste di Pechino e l’agenzia ufficiale Xinhua ha informato che «Questa misura punta a ridure l’inquinamento dell’aria e ad eliminare il rischio di incendio vietando di bruciare direttamente o con l’aiuto di un inceneritore le foglie, le erbe e gli altri rifiuti vegetali nei giardini e nelle regioni montagnose di Pechino».

Nella sua lotta senza quartiere – ma con non molti risultati – contro lo smog a Pechino, la municipalità della capitale cinese aveva già proibito nel 2014 l’incenerimento di paglia, foglie ed erbe.  La capitale cinese deve gestire circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti vegetali all’anno e ora dice che «E’ indispensabile utilizzare metodi di riciclaggio e dispositivi rispettosi dell’ambiente, quali la trasformazione dei rifiuti in concime o in biocombustibili.