Lucchini, i lavoratori occupano il Rivellino e il governo li ascolta

Arriva un primo risultato per le tute blu: fissato un incontro con l’esecutivo per venerdì prossimo

[16 ottobre 2013]

Inasprimento della vertenza Lucchini in vista della fermata dell’altoforno programmata dal Commissario Nardi entro la fine di novembre. I lavoratori, non intravedendo nessuno spiraglio nella trattativa, hanno deciso di alzare il livello del confronto anche attraverso azioni simboliche. Questa mattina un gruppo di operai ha occupato la fortezza del Rivellino, monumento simbolo della città.

All’occupazione ha partecipato direttamente il sindaco Anselmi: «Questa mattina alle 7 ho consegnato ai lavoratori le chiavi del Rivellino. E’ stato aperto un presidio permanente che non sarà sciolto finché il sindacato non avrà ricevuto garanzie sulla prosecuzione della vita dell’altoforno di Piombino per il tempo necessario ad avere certezze di prospettiva intorno alle proposte innovative che abbiamo fatto. Sono in viaggio per Roma per le questioni che riguardano il nostro porto – ha aggiunto il sindaco -, al mio rientro nel pomeriggio raggiungerò il presidio, e resterò lì per tutto il tempo che serve. Dopo 565 anni c’è un nuovo assedio da respingere, quello al lavoro».

I sindacati Fim, Fiom e Uilm, chiedono che l’impianto resti in funzione fino al 2015, cioè fino a che non saranno messi in campo progetti alternativi concreti come il forno elettrico accompagnato da un impianto corex, ed hanno annunciato che resteranno sopra la Fortezza fino a che il ministero dello Sviluppo economico non accoglierà la  loro richiesta di un incontro urgente. Incontro che nel frattempo è stato convocato per venerdì prossimo alle 15.30, dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti.

I lavoratori hanno comunque deciso che l’occupazione della fortezza del Rivellino di Piombino continuerà fino a quando la delegazione sindacale non riferirà loro l’esito dell’incontro. Quello che deve emergere già dalle prossime ore non può essere solo una toppa temporanea, ma una proposta serie di politica industriale ed un piano che rilanci una nuova industria siderurgica compatibile con l’ambiente, a Piombino e nel Paese.

Lavoratori, sindacati e tutto il territorio in lotta hanno ricevuto anche la solidarietà della Regione, espressa dall’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini che ha rinnovato l’impegno dell’Ente ai fini del buon esito della vicenda. «Il riconoscimento di Piombino come area di crisi e l’attivazione del tavolo istituzionale vanno nella giusta direzione. Ma occorre che, nel dar seguito a questi impegni, sia garantita la vita dell’altoforno per il periodo necessario e possibile ad individuare un nuovo investitore. Per questo auspico che venga quanto prima accolta la richiesta dei sindacati di un incontro con il ministro Zanonato», ha concluso Simoncini.