La politica di coesione deve continuare a sostenere tutte le Regioni

Crpm, Rossi: Risorse per la Due mari se il corridoio Ancona-Grosseto diventa prioritario

Mettere insieme Toscana, Umbria e Marche

[6 novembre 2015]

Due Mari

Intervenendo alla giornata finale della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime (CRPM) a Firenze, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi Il Governo ha riaccentrato parte delle competenze che aveva delegato alle Regioni. Penso che sia giusto, ma ancor di più lo sarebbe se a sua volta il Governo ne cedesse alcune all’Unione europea».

Rossi ha riaffermato «l’importanza di un’Europa più unita e coesa, che si riconosca in un grande Parlamento e in una guida comune, un’Europa meno triste e meno lacerata. I temi stamani sul tappeto erano due: la riforma della politica di coesione dopo il 2020 e il ruolo delle autorità regionali. Rossi non ci gira troppo attorno. Dopo il 2020, la politica di coesione deve continuare a sostenere tutte le Regioni e non solo quelle più svantaggiate, perché dalle politiche di coesione dipendono molti investimenti. La Crpm si batterà per questo. Si dividerebbero altrimenti i territori, mettendo in discussione il valore della solidarietà”. Certo i soldi vanno spesi bene, evitando duplicazioni e massimizzando gli effetti. Ma è quello che già stiamo facendo in Toscana, collegando le nostre politiche di sviluppo ai programmi operativi regionali fino al 2020».

Rossi ha ricordato che «Quello della semplificazione non è un tema nuovo ma che è diventato centrale se vogliamo che questa politica sopravviva. Non è più accettabile che oggi un progetto finanziato dalla Ue possa essere controllato da cinque differenti autorità. Si possono trovare altre soluzioni».

Quanto al patto di stabilità, «E’ necessario che il cofinanziamento dei fondi strutturali europei sia escluso dai calcoli del patto di stabilità e crescita, visto che la politica di coesione contribuisce ad una politica di sviluppo regionale».

Prima il presidente della Regione aveva affrontato un tema che riguarda direttamente la Toscana: Il sottocorridoio mediteranneo, quello che va dai Balcani fino alla Spagna, attraverso due bracci diversi di mare ed altrettanti porti, che secondo lui «Potrebbe passare da complementare a prioritario. Almeno questa è l’ambizione. E dunque potrebbe in questo modo contare su finanziamenti europei. Un vantaggio di cui godrebbe anche la Grosseto-Fano, in quell’Italia di mezzo formata da Toscana, Umbria e Marche. Sarà l’obiettivo e la battaglia da qui ad un anno e mezzo»

Secondo Rossi, «Mettere insieme Toscana-Umbria-Marche aiuterebbe a pesare di più in Europa, dove le regioni sono molto più grandi e popolate di quelle italiane. Il presidente si sofferma e rilancia il suo progetto di riforma nel secondo giorno dell’assemblea della Conferenza delle regioni periferiche marittime ospiti a Firenze, 160 regioni da 28 paesi diversi, a margine della sessione mattutina dedicata appunto ai trasporti.

La Due Mari Grosseto-Fano è oggi un sotto corridoio complementare rispetto all’asse Kiev-Lisbona che passa da Gorizia attraverso la Val di Susa. E’ l’undicesimo corridoio per importanza in Europa ed è diventato tale negli anni passati anche per merito della Toscana. Ora l’impegno deve essere a portarlo tra i primi dieci, perché i primi dieci, quelli prioritari, possono contare anche su finanziamenti europei mentre gli altri ne sono esclusi”. Un invito a fare squadra tra le regioni d’Italia e le regioni periferiche marittime, che contano Umbria e Marche ma anche tutta la costa da Nizza fino all’Andalusia. Una discussione che, oltre all’Unione europea, dovrà coinvolgere il Governo. Il corridoio, che passa da Ancona e si collega fino a Grosseto aiuterebbe anche lo sviluppo dei porti di Livorno e Piombino e un ‘Italia di mezzo unita aiuterebbe a far valere le nostre ragioni. Ecco perché mettere insieme Toscana, Umbria e Marche, pur restando ciascuno toscano, umbro e marchigiano, penso che sia la mossa da fare. Queste regioni hanno un paesaggio, un’agricoltura, caratteri culturali e sociali per tanti aspetti simili. Il mondo cambia e non si può star fermi: bisogna guardare al futuro forti del nostro passato».