Il settimo raccordo anulare di Pechino sarà lungo 1.000 Km

Il mastodontico progetto, che copre una distanza pari a quella tra Milano e Taranto, sarà pronto nel 2017

[8 luglio 2014]

Il direttore del dipartimento dei trasporti della provincia cinese dell’Hebei, Gao Jinhao, ha annunciato all’agenzia ufficiale Xinhua che «il più recente e più grande progetto stradale di Pechino sarà lungo circa 1.000 km, e circa il 90% di questa autostrada attraverserà la provincia vicina dell’Hebei».

La gigantesca capitale cinese è già dotata di 6 circonvallazioni concentriche che ormai somigliano ad un enorme vortice, che assorbe un traffico in continua crescita e che fa sembrare un ricordo lontanissimo la Cina maoista delle biciclette.

La seconda periferica di Pechino, quella più vicina al centro, è lunga appena 32,7 km ed è stata completata nel  1992. La terza circonvallazione è stata costruita negli anni ’80 e circonda i quartieri di Haidian,  Xicheng, Chaoyang e Fengtai. La quarta, lunga  65,3 km, è a 8 Km dal centro di Pechino. La quinta è stata terminata nel 2003, la sesta, lunga 187,6 Km è stata aperta definitivamente nel 2009 ed è un anello a circa 200 km intorno dal centro di Pechino.

Il settimo raccordo anulare pechinese sarà lungo 940 km, una distanza simile a quella che separa Milano da Taranto, ed il suo nome ufficiale è “Periferica esterna della Grande Pechino”: servirà ad aggirare una ininterrotta megalopoli formata da Langfang, Zhuozhu, Zhangjiaku e Chengde, nella provincia dell’Hebei, accorciando così il tragitto tra queste città e Pechino.

Secondo quanto dice il network televisivo cinese CCTV, «la nuova strada dovrebbe aprire nel 2017. Probabilmente, a quell’epoca in Italia non avremo ancora completato la Salerno-Reggio Calabria.

Non mancano però le perplessità ambientali, e la stessa Xinhua scrive che «alcuni internauti si interrogano sull’impatto della nuova periferica e si preoccupano per un aumento del numero di automobilisti a Pechino, mentre la città si sta già confrontando con importanti ingorghi», per non parlare dello smog venefico che ha soffocato e paralizzato la capitale per intere settimane durante l’inverno scorso.

Xu Shutong, vice-presidente del Beijing Capital Highway Development Group, risponde a queste preoccupazioni ambientali e sanitarie praticamente ignorandole: «Questo nuovo asse viario risolverebbe i problemi di circolazione così come quelli riguardanti le risorse umane e la logistica e contribuirà allo sviluppo industriale dei dintorni. Questa periferica collegherà le strade intorno a Pechino e stimolerà lo sviluppo dei trasporti nell’est della città, offrendo nuovi percorsi per il trasporto delle merci nella capitale, nella municipalità di Tianjin e nella provincia dell’Hebei».

Gao ha sottolineato che «la settima periferica fa parte del Piano di integrazione dei trasporti  Pechino-Tianjin-Hebei, che punta a collegare le città con l’aiuto di ferrovie rapide e strade».