Trasporti europei: progressi contrastanti nel raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici

Ancora troppo diesel, rumore e inquinamento e poche rinnovabili

[5 dicembre 2017]

Per l’Unione europea, i  trasporti sono un settore economico essenziale – sia a breve che a lungo termine- ma  secondo il briefing  “Transport and Environment Reporting Mechanism (TERM)” pubblicato oggi dall’European environment agency e che fa parte del programma “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”,  «l settore europeo dei trasporti sta compiendo solo progressi contrastanti nel raggiungimento degli obiettivi in ​​materia di ambiente, salute e clima»

L’Eea sottolinea che «Ridurre le pressioni ambientali, sanitarie e climatiche derivanti dal settore dei trasporti in Europa è fondamentale per raggiungere l’ obiettivo a lungo termine dell’UE per il 2050 di vivere bene entro i limiti del pianeta» e questo briefing TERM fornisce «una valutazione annuale dei progressi in questo campo basata su una serie di indicatori che tracciano i progressi del settore dei trasporti nel conseguire obiettivi e obiettivi politici correlati». Le problematiche  trattate nel briefing Eea comprendono lde emissioni, l’inquinamento atmosferico, il rumore, e energie rinnovabili e l’impatto dei trasporti sugli ecosistemi e sulla biodiversità. A gennaio 2018 verrà pubblicato un rapporto TERM di follow-up incentrato sugli impatti ambientali derivanti dal trasporto aereo e marittimo.

I risultati più significativi del QTransport and Environment Reporting Mechanism (TERM)” sono che «I dati provvisori di mostrano che nel 2016 le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti (tra cui l’aviazione internazionale ma escluse il commercio marittimoe) nell’Ue-28 sono aumentate del 25% rispetto al 1990, confermando una tendenza al rialzo delle emissioni dal 2014».

Invece, nel 2016 le emissioni medie di CO2 dei nuovi furgoni e auto passeggeri sono state inferiori ai rispettivi target per il 2020 e il 2021, anche se nei prossimi anni le case automobilistiche li dovranno ancora ridurre considerevolmente per raggiungere gli obiettivi futuri.

Negli ultimi anni sono diminuite e vendite di nuove auto diesel, ma la quota di diesel utilizzati nel trasporto stradale (anche per il trasporto merci con veicoli pesanti) è continuata a salire, raggiungendo nel 2015oltre il 66% delle vendite totali di carburanti per il trasporto stradale, rispetto al 51% nel 2000. E’ un bel problema, visto che, come ricorda l’Eea,  «Il consumo di petrolio da parte del settore dei trasporti dovrà diminuire di oltre due terzi per raggiungere l’obiettivo di ridurre il consumo del 70% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2008».

E le alternative stentano a prendere piede: la quota di energie rinnovabili nei trasporti nell’Ude è passata dal 6,7% nel 2015 al 7,1% nel 2016, inferiore all’obiettivo del 10% fissato per il 2020. Solo tre Stati membri (Austria, Finlandia e Svezia) hanno già raggiunto l’obiettivo del 10%.

L’Eea conclude sottolineando che «Il trasporto è la principale fonte di rumore ambientale in Europa e contribuisce alla pressione sugli habitat, gli ecosistemi e la biodiversità. Inoltre continua ad essere una fonte significativa di inquinamento atmosferico nocivo, in particolare attraverso emissioni di biossido di azoto e particolato».