I russi occupano la sede regionale di Kharkov, la seconda città dell’Ucraina

Putin verso la guerra: «In Ucraina dobbiamo ricorrere alla forza». Via libera dal Parlamento russo

Attacco armato ucraino contro il governo filo-russo della Crimea?

[1 marzo 2014]

La situazione sul fronte orientale sta davvero precipitando: il presidente russo Vladimir Putin ha rotto il silenzio ed ha proposto al Consiglio della Federazione (la Camera alta del Parlamento Russo) di far ricorso alla forza in Ucraina.

Il servizio stampa del Cremlino ha reso noto che Putin ha detto: «Vista la situazione straordinaria in Ucraina, la minaccia che pesa sulla vota sulla vita dei cittadini russi, di nostri compatrioti, degli effettivi del contingente militare russo dispiegato in Ucraina (nalla Repubblica autonoma di Crimea) conformemente ad un accordo internazionale, (…) propongo al Consiglio della Federazione di utilizzare le Forze armate della Federazione di Russia sul territorio ucraino per regolare la situazione politica in quel Paese».

Putin ha quindi incaricato il vice-ministro degli esteri, Grigori Karassin, di rappresentarlo durante l’esame di questo documento dal parte del Consiglio della Federazione, dove il nazionalismo è alle stelle e tutti, dall’estrema destra ai comunisti, chiedono di intervenire in Ucraina a difesa della popolazione russofona.

Oggi pomeriggio il  Consiglio della Federazione, riunito in sessione straordinaria, ha autorizzato l’invio di truppe in Ucraina per proteggere i cittadini russi ed  ha chiesto a Putin di richiamare per consultazioni l’ambasciatore russo negli Usa. Durante l’esame della risoluzione, il presidente  del Comitato giuridico del Consiglio della Federazione russa, Andrei Klichas, ha detto che «In quanto Presidente legittimo ucraino, Victor Ianukovitch approva la richiesto di aiuto indirizzata dalle autorità della Crimea al presidente russo». E se il Parlamento russo ritiene ancora Ianukovitch legittimo Presidente dell’Ucraina vuol dire che non riconosce come legittimo il governo nazionalista installatosi a Kiev e che è già stato riconosciuto dall’Unione europea e dagli Usa.

Su richiesta della Gran Bretagna, è stata convocata una riunione straordinaria del  Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il presidente statunitense Barack Obama ha detto che gli Usa sono «Profondamente preoccupati dalle informazioni di movimenti di militari della Federazione Russa in Ucraina»  ed ha avvertito Mosca che ogni intervento armato in Ucraina «Sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso» e «Una chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali». Poi ha aggiunto che questo avrebbe un costo per Mosca. In un comunicato la Casa Bianca sottolinea: «Stiamo monitorando da vicino la situazione,  consultandoci con nostri partner, e considerando i costi potenziali, le conseguenze di cui il presidente Obama ha parlato ieri».

Obama e gli altri leader occidentali probabilmente non parteciperanno al vertice del G8 previsto proprio in Russia, a Sochi, a giugno, che sembra destinato a saltare per la prima volta.

Il ministro degli esteri italiano, Federica Mogherini, ieri aveva detto che «Lo smembramento territoriale dell’Ucraina sarebbe lo scenario peggiore, che cerchiamo di evitare. Non c’è alternativa al dialogo inclusivo, è l’unica strada, e posso dire che dai colloqui che ho avuto in questi giorni con colleghi Usa, Ue e Russia, tutti la pensano così». Forse il traduttore dal russo del ministero aveva capito male…

Intanto i russi dell’Ucraina stanno reagendo alla formazione del nuovo governo nazionalista  filo-occidentale  a Kiev. L’agenzia ufficiale ucraina Unian ha reso noto che oggi militanti  pro-russi hanno occupato l’amministrazione regionale di  Kharkov, la seconda città dell’Ucraina. Unian sottolinea che la polizia non è intervenuta negli scontri che hanno fatto diverse decine di feriti e racconta che «Migliaia di Persone che innalzavano bandiere russe, ucraine e sovietiche si sono inoltre assembrate in via Sumskaia, al centro di Kharkov». Davanti al palazzo della Regione ora sventola la bandiera russa.

I vincitori della guerra civile di Kiev sembrano in grande difficoltà ed il presidente ad interim dell’Ucraina, Alexandr Turtchinov, durante un colloquio con il presidente polacco Bronislaw Komorowski ha chiesto l’invio di osservatori stranieri in Crimea  e poi ha detto alla Rada suprema (il Parlamento ucraino) «Speriamo che i Paesi influenti esprimeranno un’opinione realisatica sulla situazione in Crimea e che il Consiglio di sicurezza dell’Onu adotterà una decisione al riguardo».

Mentre Kiev accusa mosca di aver già violato il suo spazio aereo e di aver già inviato truppe in Crimea , il  nuovo primo ministro filo-russo crimeano, Sergei Aksenov. dice che «La notte scorsa, abbiamo sconfitto degli attacchi armati contro il Consiglio dei ministri e il Consiglio supremo di Crimea». Aksenov ha poi criticato duramente le forze dell’ordine ucraine: «Il morale della polixzia è molto basso, gli organi giudiziari sono inefficaci ed incapaci di ristabilire l’ordine pubblico, compreso a Simferopol, e dato che dei gruppi armati e materiale non identificato si trovano sul territorio della Repubbklica autonoma di Crimea. In questo contesto, in quesato contesto abbiamo deciso  che io assuma il comando temporaneo di tutte le unità militari e delle forze di sicurezza che dovranno obbedire solamente ai miei ordini».