Diario di Bordo Vele Spiegate: l’avaria, una spiaggia piena di scarpe e il mare più protetto di Capraia

La cronaca della penultima crociera a caccia di rifiuti nell’Arcipelago Toscano

[22 agosto 2017]

E’ terminato l’ottavo e penultimo campo di volontariato di  Vele Spiegate, il progetto di Legambiente e Diversamente Marinai, la grande operazione di pulizia e censimento di rifiuti sulle spiagge dell’Arcipelago toscano in corso dall’inizio dell’estate grazie al cofinanziamento del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano con il patrocinio di Enea, Regione Toscana e Università di Siena, il sostegno dei main partner Acqua dell’Elba e Novamont e dei partner tecnici Esa, Esaom Cesa, Moby, TraghettiLines e associazione Albergatori Isola d’Elba. Un’avventura che Il greenereport.it, Elbareport, Il Tirreno e l Nuova Ecologia seguono come media partner. Questa volta però la partenza è stata movimentata e ritardata da un imprevisto: l’ammiraglia di Diversamente Marinai, il Gwaihir, ha subito ha subito una grave avaria al motore durante la difficile traversata dall’Isola del Giglio all’Elba ed ha dovuto raggiungere a vela il porto di Rio Marina, ma questo non ha impedito all’equipaggio di trovare subito una soluzione. I capitani di Diversamente Marinai Marco e Francesco hanno infatti diviso i nuovi volontari di Legambiente – Anna, Chiara, Andrea Silvia, Fabio, Giulia, Pablo e Arianna – tra altre due imbarcazioni, Alon e Topito. Il presidente di Diversamente Marinai Marco Marmeggi spiega come «il nuovo assetto non tolga nulla alla coesione e allo spirito di gruppo. E così è cominciata una nuova avventura, anche se un po’ più complicata. Infatti, la prima giornata di navigazione è stata infatti dedicata a impartire qualche rudimento di vela ai volontari che, nelle rispettive barche sempre affiancate, hanno cominciato a prendere confidenza con il lessico marinaresco e a godere dei magnifici e a volte aspri panorami della costa orientale dell’Isola d’Elba. Nel pomeriggio una delle due imbarcazioni ha trainato il Gwaihir in prossimità di Portoferraio, dove è stata raggiunta dagli ormeggiatori del porto e qui sarà messa di nuovo in “forma” per veleggiare verso nuovi orizzonti! ».

Il giorno successivo, dopo una veloce colazione, i volontari di Vele Spiegate hanno fatto rotta sulla Cala del Pesciatoio, a Rio Marina, che hanno subito ribattezzato “Cala Scarpe”. Giulia, una volontaria del Cigno Verde, spiega che «La nostra pulizia è iniziata in un tratto roccioso non accessibile via terra, proprio di fronte al trafficatissimo corridoio di mare percorso dai traghetti che collegano il Piombino all’Elba». In realtà la spiaggia del Pisciatoio è raggiungibile anche via terra in circa mezz’ora e il cui tratto iniziale fa parte della Grande Traversata Elbana (Gte). È un posto splendido, nel quale la fittissima macchia mediterranea tocca il mare e la spiaggia di ghiaia fine è costellata di grossi massi bianchi. Ma in questa cornice di ambiente selvaggio e di pace interrotta solo dalle onde sollevate dai traghetti che si infrangono sulla ghiaia, i volontari non si aspettavano certo la singolare sorpresa che si sono trovati di fronte durante l loro caccia al beach litter: «In poco meno di un’ora abbiamo raccolto 12 sacchi di rifiuti di ogni genere – spiega uno di loro – tra cui tanto polistirolo e tante, tantissime scarpe». Infatti, Il Pesciatoio è noto perché le correnti del canale di Piombino portano su questa spiaggia e sulle altre vicine – Cala Cancherelli, Cal Mandriola, Cala Mandolina, tutte sulla costa del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e nella Zona speciale di Conservazione dell’Elba Orientale – grosse quantità di detriti, legname e rifiuti. Escursionisti e canoisti avevano già avvertito Legambiente Arcipelago toscano che questa magnifica e impervia zona costiera del Comune di Rio Marina avrebbe riservato brutte sorprese ai volontari con la maglietta gialle del Cigno Verde, ma trovarsi di fronte una specie di negozio di scarpe marino non era certo nelle aspettative dell’equipaggio di Vele Spiegate.

Poi  i volontari di Legambiente sono salpati all’alba dall’Isola d’Elba verso Capraia: 8 ore di navigazione, per buona parte sospinti dal vento. Uno dei volontari racconta che «Lungo la rotta l’impegnativo e tedioso avvistamento e censimento dei rifiuti galleggianti è stato allietato dalla comparsa di un delfino, probabilmente un grosso tursiope curioso». Una delle volontarie spiega che «l’avvistamento del marine litter, realizzato utilizzando un dispositivo Gps che permetterà il tracciamento dei rifiuti rilevati in mare, ha avuto fortunatamente pochi avvistamenti. Il mare è risultato pulito! Lo hanno confermato anche le numerose meduse che hanno circondano l’acqua intorno alle barche di ormeggiate per la notte vicino a Capraia». Dopo aver passato una nottata burrascosa in rada nella cala di San Francesco, i volontari di Vele spiegate hanno iniziato una nuova giornata di lavoro: Aton e Topito hanno spiegato le vele verso Cala del Fondo, approfittandone per raccogliere ancora dati sul marine litter. Cala del Fondo è il cuore della Zona 1 della riserva integrale del mare di Capraia compreso nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, dove è vietato navigare, immergersi e pescare, ma Vele spiegate ha potuto accedervi perché l’iniziativa, che fornirà dati scientifici al Cnr e all’Università di Siena, è organizzata in collaborazione col Parco nazionale. Il compito che si erano prefissi i volontari del Cigno Vede era quello di ripulire le tre calette di Cala del Fondo, sperando di trovare poco o nulla. «Purtroppo – constata uno di loro – si sa che le mareggiate non risparmiano le aree protette e portano a terra numerosi oggetti persi o lasciati in mare da barche private e pescherecci tra cui due boe, tre palloni e numerosi frammenti di polistirolo». Sotto il sole cocente delle 2 di pomeriggio, sovrastati dallo scenario grandioso e primordiale dell’isola vulcanica che si frantuma in grandi massi, il gruppo ha raccolto ben 7 sacchi di spazzatura. «Sappiamo di aver avuto il grande privilegio di poter “curare” una zona proibita a mare e a terra e Capraia è veramente magnifica e selvaggia, una perla nera e rossa che sorge da un mare trasparente. Un’isola meravigliosa che è giusto salvaguardare ad ogni costo. È stata un’esperienza emozionante e straordinaria».