Entra in vigore il piano regionale per la gestione dei rifiuti marini nel Mediterraneo

[23 luglio 2014]

Sono diventate obbligatorie le misure ed il calendario del Piano Regionale sulla gestione dei rifiuti marini nel Mediterraneo adottati dalle Parti della Convenzione di Barcellona nel dicembre 2013.

L’United Nations Environment Programme (Unep) sottolinea che «Il Piano Regionale  affronta le sfide complesse che pongono alla Regione mediterranea i rifiuti marini, un problema mondiale, che può avere gravi incidenze sull’ambiente Marino e costiero. Il problema dei rifiuti marini è radicato nei principali modelli di produzione e di consumo ed è il risultato delle attività situate a terra e a mare. Le attività a terra, sono soprattutto legate al turismo, allo svago ed alla gestione dei rifiuti.  In parallelo, importanti lacune sono state identificate per quel che riguarda i rifiuti marini provenienti dalle attività a mare della regione».

Con questo Piano il Mediterraneo diventa la Regione pioniera nell’adozione di misure giuridicamente vincolanti sui rifiuti marini Sui 9 piani regionali già approvati nel quadro del Protocollo Lbs della Convenzione di Barcellona, il Piano Regionale sulla gestione dei rifiuti marini nel Mediterraneo è il primo a basarsi interamente sul principio dell’approccio ecosistemico per raggiungere un buono stato dell’ambiente nel Mediterraneo.

L’entrata in vigore del Piano coincide con la pubblicazione dei Piani s di azione nazionali (Pan) per la lotta all’inquinamento proveniente da attività situate a terra.

Il calendario di messa in opera delle misure del Piano ha scadenze che vanno dal 2016 al 2025, con la maggior parte delle misure che devono essere attuate entro il 2020.

L’Unep sottolinea che «Qualunque sia la loro dimensione, i rifiuti marini sono ogni materiale solido persistente, manufatto o trasformato, gettato, evacuato o abbandonato nell’ambiente marino. Nel Mediterraneo  I rifiuti di plastica, galleggianti, abbandonati sulla spiaggia, o sul fondo del mare, costituiscono l’83% dei rifiuti marini da fonti situate a terra. Mentre i rifiuti tessili, di carta, metalli e legno costituiscono il 17%. Inoltre, i  rifiuti marini provenienti dal tabagismo, nel mediterraneo, superano di molto il livello mondiale».

Secondo Gaetano Leone, coordinatore dell’Unep/Piano d’Azione per il Mediterraneo, «Con l’entrata in vigore di questo Piano regionale sui rifiuti marini, i Paesi del Mediterraneo saranno in grado di elaborare delle politiche nazionali e piani di azione sul controllo e la prevenzione dell’inquinamento che contribuiranno a risolvere uno dei problemi ambientali più difficili del Mar Mediterraneo. I rifiuti marini hanno un impatto non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia, la salute, la sicurezza e la cultura. Il Piano regionale crea lo slancio per le Parti contraenti della Convenzione di Barcellona per considerare l’inquinamento marino e costiero in maniera integrata».