La nuova circolare del ministero sui sacchetti monouso. Realacci: «Stupidità burocratica»

Ma in Svizzera, Germania e Austria si possono usare retine e sacchetti riutilizzabili

[2 maggio 2018]

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, dà un giudizio ironico e non certo positivo sulle ultime novità sui sacchetti biodegradabili giunte dal ministero della salute: «È arrivata la circolare del ministero della Salute sui sacchetti per l’ortofrutta. È a dir poco fantastica: i sacchetti monouso e nuovi si possono portare da casa. Neanche una riga sulle retine riutilizzabili. Imbarazzante. Noi continueremo a fare la goccia cinese».

Infatti, si legge nella circolare,  «laddove il consumatore non intenda acquistare il sacchetto ultraleggero commercializzato nell’esercizio commerciale per l’acquisto di frutta e verdura sfusa, può utilizzare sacchetti autonomamente reperiti solo se idonei a preservare l’integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge» e «alla luce del parere del Consiglio di Stato (…) deve trattarsi di sacchetti monouso (non riutilizzabili), nuovi (non utilizzati in precedenza), integri, acquistati al di fuori degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti e aventi le caratteristiche “ambientali”  previste dal più volte citato articolo 9-bis».

Quindi, i clienti dei supermercati possono portarsi i sacchetti per l’ortofrutta da casa, ma  devono essere idonei e conformi ai sacchetti monouso dei supermercati per gli alimenti, non riutilizzabili e non utilizzati in precedenza  e compostabili. Insomma,  niente retine o contenitori alternativi

Secondo l’ex deputato PD e presidente di Symbola Ermete Realacci. la circolare è «il trionfo della stupidità burocratica».

Intanto, mentre in Italia trionfa l’interpretazione burocratica di una normativa europea, su My Fruit Alessandro Franceschini racconta che dopo la Coop Svizzera  e la Rewe tedesca anche la Spar austriaca «ha deciso di introdurre la vendita e l’utilizzo di retine riutilizzabili per confezionare frutta e verdura», Una  novità introdotta inizialmente  solo a Vienna nei supermercati Spar e Interspar, ma che da oggi verrà estesa in tutti i punti vendita austriaci della multinazionale dei supermercati.

Franceschini spiega che «Le retine sono trasparenti, in poliestere, lavabili a 30 gradi e riutilizzabili: vengono vendute in confezioni da 4 pezzi a 1,49 euro. Come capienza possono arrivare a contenere sino a 8 mele ed essere chiuse con un cordino: inoltre hanno anche una parte in panno cucita laterlamente sulla quale è possibile attaccare l’etichetta con il prezzo dei frutti e ortaggi pesati sulla bilancia. Secondo la catena di supermercati austriaca questa è la soluzione migliore per rispettare realmente l’ambiente, anche rispetto ai sacchetti di carta o quelli in bioplastiche, sacchetti che si sarebbero rivelati secondo Spar poco pratici: a partire dal sesto utilizzo le retine consentirebbero, invece, di ridurre realmente l’emissione di CO2 rispetto ai tradizionali sacchetti di plastica».

Forse, prima di scrivere l’ennesima circolare interpretativa cervellotica, alla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della salute avrebbero fatto bene a farsi un giro nei supermercati svizzeri, tedeschi e austriaci: avrebbero visto che in due Paesi dell’Ue e in uno extra-Ue è possibile fare quel che secondo loro in Italia non lo è.