Maxi sequestro di sacchetti di plastica illegali al mercato di Via Crema a Milano

Sequestrati 1.550.000 sacchetti. Legambiente: «Il 50% dei sacchetti per la spesa attualmente in circolazione è illegale»

[23 luglio 2018]

Secondo Assobioplastiche, l’Associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili, «Il quadro che emerge dall’operazione condotta dal Nucleo Antiabusivismo della Polizia Locale di Milano all’interno del mercato di Via Crema e poi nel deposito di Seregno – con il sequestro di 1.500.000 sacchetti illegali, due persone denunciate in concorso per contraffazione e frode in commercio e un verbale di contestazione per violazione al codice dell’ambiente – evidenzia nettamente le dimensioni economiche del fenomeno degli shopper fuori legge».

La Polizia Locale di Milano è da tempo attiva per quanto riguarda i sacchetti di plastica non a norma e in un comunicato stampa spiega che «Questa volta, a seguito di un’indagine sulla tracciabilità di alcuni prodotti e, successivamente, dal controllo di un autotrasportatore che riforniva gli operatori del mercato di Via Crema a Milano, agenti del Nucleo Antiabusivismo hanno individuato un importante distributore di sacchetti in plastica non conformi. Si tratta di un cittadino marocchino di 60 anni, titolare di un’azienda che rifornisce di imballaggi per alimenti e per trasporto merci i principali mercati di Milano. L’indagine è partita all’interno del Mercato di Via Crema, dove gli agenti, dopo aver assistito ad una vendita di alcuni scatoloni di sacchetti, sono intervenuti e hanno proceduto al controllo di un autocarro all’interno del quale sono stati rinvenuti migliaia di sacchetti non a norma, privi cioè di elementi identificativi quali denominazione e sede del produttore, nonché loghi e idonee diciture attestanti il possesso dei requisiti di legge. Non solo, sono stati trovati anche buste che riportavano false diciture sulla quantità di plastica riciclabile utilizzata nella realizzazione del prodotto. L’attività di perquisizione si è poi estesa anche ad un deposito di stoccaggio della merce nel Comune di Seregno, dove sono stati trovati e sequestrati circa 1 milioni e mezzo di sacchetti. La novità che tra di essi c’erano anche buste con l’imitazione del marchio Louis Vuitton. Al termine dell’attività sono state denunciate per concorso in contraffazione e frode in commercio 2 persone, alle quali sono state anche contestate violazioni al Codice dell’Ambiente».

Il comandante della Polizia Locale di Milano, Marco Ciacci, ricorda che «Le leggi prevedono che i sacchetti debbano avere un particolare spessore che ne permetta l’utilizzo protratto nel tempo, proprio per evitare che si trasformino in breve in rifiuti plastici. Molti di questi erano ampiamente sotto quella soglia, per questo sono stati posti sotto sequestro».

Soddisfatta la vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo: «Questi sacchetti di plastica e il loro smaltimento costituiscono un problema ambientale non di poco conto, su cui speculano e hanno ricavi illegittimi quanti non rispettano le normative. Togliere questa merce dal commercio è importante e va anche a tutela di tutti quegli esercenti onesti che, in buona fede, possono incorrere nell’acquisto di questo materiale contraffatto».

Sulla base dei dati di Plastic Consult, società indipendente di consulenza ricerche di mercato nel settore delle materie plastiche, «In Italia circolano 50.000 tonnellate di shopper fuori legge» per un valore complessivo che l’Osservatorio di Assobioplastiche stima in «circa 400 milioni di euro, ossia quanto il fatturato di tutte le aziende del settore delle bioplastiche in Italia».

Secondo Legambiente, «Il 50% dei sacchetti per la spesa attualmente in circolazione è illegale. L’Italia è stato il primo paese dell’Unione Europea a mettere al bando i sacchetti di plastica con una legge innovativa approvata nel 2006 ed entrata in vigore cinque anni dopo. Una legge che ha consentito di ridurre il numero degli shopper usa e getta del 55%, ma non è ancora abbastanza. Il settore è diventato terreno d’azione anche delle ecomafie, che inquinano il mercato legale e impongono i loro prodotti in plastica tradizionale soprattutto negli esercizi commerciali al dettaglio o nei mercati rionali, con una nuova forma di pizzo. Un mercato nero che danneggia chi produce correttamente bioplastiche compostabili e disincentiva gli investimenti nel settore. Il tutto con gravi danni per l’ambiente».

Marco Versari, presidente di Assobioplastiche, conclude: «Ringrazio il Nucleo Antiabusivismo della Polizia di Milano e il Comune di Milano così in prima linea nella battaglia per la legalità, Il mercato degli shopper per la spesa è popolato di individui e organizzazioni criminali i cui comportamenti possono avere effetti devastanti sull’ambiente e sull’ntero sistema economico italiano. Ora, come ha detto il Ministro Costa, dai distributori dei sacchetti illegali occorre risalire ai produttori per colpire l’intera filiera di questo malaffare che si arricchisce a spese dei commercianti onesti, sottraendo risorse economiche, posti di lavoro e sviluppo al nostro Paese».