Rio Cignolo, gli accertamenti Arpat a Livorno per individuare l’origine dello sversamento

[28 dicembre 2017]

I tecnici del dipartimento Arpat di Livorno sono intervenuti nella tarda mattinata del 26 dicembre a seguito della richiesta della sala operativa della Protezione civile, allertata dai Carabinieri forestali, per la presenza di acque di colore nero nel rio Rio Cignolo in via del Limone a Livorno.

Durante il sopralluogo i tecnici hanno effettuato una ispezione visiva del Rio e dopo aver riscontrato la presenza di un liquido di colore scuro, hanno prelevato un campione delle acque contaminate.

Per poter individuare l’origine dello sversamento i tecnici sono tornati ieri mattina (27 dicembre) ad ispezionare lo stato dei luoghi e, dopo aver riscontrato nuovamente nel Rio Cignolo una colorazione scura delle acque con presenza di iridescenza dovuta ai reflui provenienti dalla condotta interrata delle acque bianche di via del Limone, hanno prima provveduto ad effettuare un campionamento delle acque contaminate e successivamente hanno ispezionato le attività produttive presenti nella zona: ditta Ecoacciai, ditta ex Lunirot, ditta Ecoflash e ditta Lonzi Metalli

Procedendo alla verifica degli impianti di trattamento presenti nei piazzali di ex Lunirot e di Ecoacciai (la Ditta Ecoflash non ha un proprio impianto di trattamento) non sono state riscontrate anomalie da ricondurre allo sversamento in atto.

Durante il sopralluogo presso la ditta Lonzi è stato invece rilevato che i presidi ambientali risultavano inattivi, non erano in funzione i depuratori delle acque meteoriche di prima e seconda pioggia; inoltre tutte le cisterne di accumulo delle acque meteoriche erano colme ed era in atto uno scarico di reflui non depurati nella fognatura delle acque nere (alla quale la società è allacciata) ed una tracimazione degli stessi reflui nella conduttura delle acque bianche di via del Limone recapitante nel Rio Cignolo.

È stato quindi effettuato un campionamento di tali reflui per la quantificazione degli inquinanti e contestualmente è stato richiesto alla ditta di porre in essere tutte le attività possibili per interrompere lo scarico in atto attraverso lo smaltimento dei reflui accumulati e di limitare ulteriori conseguenze sui corsi d’acqua interessati tramite l’apposizione di opportuni presidi ambientali (panne assorbenti).

Durante il sopralluogo del 27 dicembre sono stati allertati la Polizia municipale, la Protezione civile ed i tecnici di ASA SpA.

di Arpat – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana